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30/09/2026 ore 15.11
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Covid, aumentano i casi in Europa: in Francia visite dal medico di base in crescita del 76%, qual è la variante più diffusa

Torna a crescere la circolazione dell’epidemia in diversi Paesi: «Ripresa osservata a livello globale». Chi rischia maggiormente le conseguenze dell’infezione

di Redazione Attualità

Torna a crescere la circolazione del Covid-19 in diversi Paesi. In Francia, secondo l’ultimo bollettino di Santé publique France, nella settimana compresa tra il 14 e il 20 settembre si è registrato un aumento significativo delle consultazioni dei medici di base legate all’infezione.

In Francia aumentano le visite per il Covid

Il dato diffuso dall’agenzia francese di sanità pubblica e riportato da Paris Match evidenzia un incremento del 76% rispetto alla settimana precedente delle visite presso i medici di medicina generale per sintomi riconducibili al Covid-19. L’aumento riguarda, secondo il rapporto, tutte le fasce d’età.

Il fenomeno non sembra però limitato alla Francia. L’epidemiologo Antoine Flahault, professore di sanità pubblica all’Università Paris-Cité, ha spiegato che la crescita degli indicatori epidemiologici viene osservata in diversi Paesi europei, oltre che negli Stati Uniti e in Asia.

«Una ripresa dell'epidemia osservata a livello globale»

Secondo Flahault, l'incremento non riguarda soltanto le diagnosi, ma si riflette anche sugli accessi ai pronto soccorso e sulle consultazioni dei medici di base. Si tratta, a suo giudizio, di un andamento che ricorda quanto già osservato negli stessi periodi degli anni precedenti.

Il quadro viene quindi descritto come una nuova fase di ripresa della circolazione del virus, all'interno di un andamento stagionale che negli ultimi anni ha visto il Covid tornare a intensificarsi con l'avvicinarsi dei mesi più freddi.

Le nuove sottovarianti di Omicron

Per quanto riguarda le caratteristiche del virus attualmente in circolazione, l'epidemiologo francese sottolinea che non è stata individuata in Francia una particolare nuova variante dominante. Il quadro sarebbe invece riconducibile alle numerose sottovarianti della famiglia Omicron già presenti in Europa.

Queste sottovarianti, secondo l'analisi riportata da Paris Match, presentano una maggiore capacità di trasmissione e possono riuscire a superare più facilmente le difese immunitarie maturate attraverso precedenti infezioni o vaccinazioni. Un elemento che contribuisce alla possibilità di nuove ondate di contagio.

Chi rischia maggiormente le conseguenze dell'infezione

La ripresa dei contagi non significa però che il Covid abbia lo stesso impatto su tutta la popolazione. Le persone anziane, gli immunodepressi e gli altri soggetti vulnerabili continuano a rappresentare le categorie maggiormente esposte alle conseguenze più serie dell'infezione.

Flahault richiama inoltre l'attenzione sulle donne in gravidanza, spiegando che l'infezione può in alcuni casi essere associata a complicazioni. Per la maggior parte delle persone, invece, il quadro clinico tende a essere meno grave, pur restando necessario prestare attenzione in presenza di fattori di rischio.

Influenza, attesa una stagione di intensità medio-alta

La nuova crescita del Covid arriva mentre si avvicina la stagione influenzale. In Italia, il virologo Fabrizio Pregliasco ha indicato per la prossima stagione un'intensità attesa medio-alta, invitando a mantenere l'attenzione sulla prevenzione delle infezioni respiratorie.

Covid e influenza restano infatti due fenomeni distinti, anche se la loro circolazione può sovrapporsi durante i mesi autunnali e invernali. Per questo motivo, le autorità sanitarie continuano a monitorare l'andamento dei contagi e degli accessi alle strutture sanitarie.

Figliuolo: «Dobbiamo essere pronti alle prossime pandemie»

Sullo sfondo del nuovo aumento dei casi si inserisce anche il tema della preparazione alle future emergenze sanitarie. Durante un'audizione davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo ha sottolineato la necessità di rafforzare la capacità europea di risposta.

Secondo Figliuolo, in futuro potrebbero verificarsi nuove pandemie legate, tra l'altro, alla resistenza antimicrobica e alle zoonosi. Per questo, ha evidenziato l'importanza di una maggiore autonomia europea nella disponibilità di dispositivi medici e farmaci, oltre alla possibilità di riconvertire rapidamente parte dell'apparato industriale in caso di emergenza.

La nuova crescita della circolazione del Covid in diversi Paesi rappresenta dunque anche un'occasione per tornare a monitorare l'evoluzione del virus, soprattutto in vista dell'autunno e dell'inverno e con particolare attenzione alle fasce della popolazione più vulnerabili.