Crosetto lancia l’allarme: «La Russia si prepara alla guerra. E noi dobbiamo preoccuparci»
Il ministro della Difesa: attacchi cyber e disinformazione, Mosca ha trasformato metà della sua economia in una macchina bellica. «La Nato non attaccherà mai, perché allora questo riarmo?»
«Non faccio il commentatore da bar, faccio il ministro della Difesa». Guido Crosetto ha pronunciato fatto queste dichiarazioni al Festival dell’ottimismo organizzato dal quotidiano Il Foglio, a Roma, sabato 10 ottobre 2026.
Il ministro mette da parte le formule diplomatiche e lancia un avvertimento che l’Europa non può permettersi di ignorare. L’Italia, dice, subisce ogni giorno attacchi informatici e tentativi di disinformazione. Una parte consistente, secondo il ministro, proviene dalla Russia e dalla Cina, con Mosca in posizione particolarmente rilevante.
Ma la preoccupazione più grande riguarda il futuro. Crosetto pone una domanda scomoda: perché la Russia ha convertito una quota enorme della propria economia alla produzione bellica e ha portato il proprio apparato militare a dimensioni imponenti, se davvero teme un’invasione occidentale?
«Secondo voi un Parlamento occidentale approverebbe mai un’invasione della Russia? No», osserva. Eppure il Cremlino continua a presentare la Nato come una minaccia e a investire nella guerra. Secondo le cifre citate dal ministro, Mosca avrebbe destinato circa il 50% della propria economia allo sforzo bellico e raggiunto circa un milione e mezzo di militari. Intanto, sul fronte ucraino, le perdite russe continuano a essere pesantissime.
Crosetto non annuncia una guerra imminente e non vuole alimentare allarmismi. Ma il suo ragionamento è netto: non basta escludere un’invasione domani per ignorare ciò che la Russia sta costruendo oggi.
La minaccia, del resto, non coincide soltanto con carri armati e missili. Passa dagli attacchi informatici alle infrastrutture, dalla manipolazione dell’informazione alla capacità di destabilizzare le società democratiche.
È questo il punto più inquietante delle parole del ministro: la sicurezza nazionale non può essere affidata alle illusioni, né alla convinzione che la distanza geografica protegga l’Italia dai nuovi conflitti.
«So che devo preoccuparmi di fronte a un atteggiamento di questo tipo», conclude Crosetto.
Un avvertimento lucido, pronunciato da chi ha la responsabilità della Difesa italiana. E una domanda che riguarda tutti: l’Europa sta comprendendo davvero la portata del pericolo che ha davanti? E l’Italia, dove i filo russi operano quotidianamente su giornali, tv e in parlamento?