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11/10/2026 ore 09.39
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Crosetto lancia l’allarme: «La Russia si prepara alla guerra. E noi dobbiamo preoccuparci»

Il ministro della Difesa: attacchi cyber e disinformazione, Mosca ha trasformato metà della sua economia in una macchina bellica. «La Nato non attaccherà mai, perché allora questo riarmo?»

di Redazione Politica
Il ministro Crosetto (foto di Stefano Carofei-Ipa)

«Non faccio il commentatore da bar, faccio il ministro della Difesa». Guido Crosetto ha pronunciato fatto queste dichiarazioni al Festival dell’ottimismo organizzato dal quotidiano Il Foglio, a Roma, sabato 10 ottobre 2026.

Il ministro mette da parte le formule diplomatiche e lancia un avvertimento che l’Europa non può permettersi di ignorare. L’Italia, dice, subisce ogni giorno attacchi informatici e tentativi di disinformazione. Una parte consistente, secondo il ministro, proviene dalla Russia e dalla Cina, con Mosca in posizione particolarmente rilevante.

Ma la preoccupazione più grande riguarda il futuro. Crosetto pone una domanda scomoda: perché la Russia ha convertito una quota enorme della propria economia alla produzione bellica e ha portato il proprio apparato militare a dimensioni imponenti, se davvero teme un’invasione occidentale?

«Secondo voi un Parlamento occidentale approverebbe mai un’invasione della Russia? No», osserva. Eppure il Cremlino continua a presentare la Nato come una minaccia e a investire nella guerra. Secondo le cifre citate dal ministro, Mosca avrebbe destinato circa il 50% della propria economia allo sforzo bellico e raggiunto circa un milione e mezzo di militari. Intanto, sul fronte ucraino, le perdite russe continuano a essere pesantissime.

Crosetto non annuncia una guerra imminente e non vuole alimentare allarmismi. Ma il suo ragionamento è netto: non basta escludere un’invasione domani per ignorare ciò che la Russia sta costruendo oggi.

La minaccia, del resto, non coincide soltanto con carri armati e missili. Passa dagli attacchi informatici alle infrastrutture, dalla manipolazione dell’informazione alla capacità di destabilizzare le società democratiche.

È questo il punto più inquietante delle parole del ministro: la sicurezza nazionale non può essere affidata alle illusioni, né alla convinzione che la distanza geografica protegga l’Italia dai nuovi conflitti.

«So che devo preoccuparmi di fronte a un atteggiamento di questo tipo», conclude Crosetto.

Un avvertimento lucido, pronunciato da chi ha la responsabilità della Difesa italiana. E una domanda che riguarda tutti: l’Europa sta comprendendo davvero la portata del pericolo che ha davanti? E l’Italia, dove i filo russi operano quotidianamente su giornali, tv e in parlamento?