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06/05/2026 ore 18.52
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David di Donatello 2026, è arrivata la notte degli “Oscar” italiani: ecco i candidati in pole

Il Teatro 23 di Cinecittà si prepara a celebrare la grande festa del cinema italiano, giunta alla sua 71ª edizione. Riconoscimenti ai miglior film, registi, attori e professionisti del settore

di Chiara Alviano

Dal Teatro 23 degli Studi di Cinecittà a Roma, questa sera andrà in scena la cerimonia della 71ª edizione dei David di Donatello. Si tratta del premio più importante del panorama cinematografico italiano e verrà assegnato dall’Accademia del Cinema Italiano ai migliori film, registi, interpreti e professionisti del settore. Questo annuale appuntamento rappresenta uno dei momenti più importanti per l’industria culturale italiana, celebrando talento, creatività e produzione audiovisiva.

La sfida dei candidati

Il vero protagonista dell’edizione numero 71 è Francesco Sossai con il suo Le città di pianura, un’opera lontana dai circuiti commerciali tradizionali, il regista guida la classifica delle nomination raccogliendo ben 16 candidature. Un risultato straordinario che vede protagonisti anche il cast, con Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano in lizza come Migliori attori protagonisti, mentre Roberto Citran e Andrea Pennacchi competono tra i non protagonisti.

A contendergli la statuetta per il Miglior Film e la Miglior Regia troviamo i grandi nomi della nostra cinematografia: Paolo Sorrentino con La grazia (14 nomination), Mario Martone con Fuori, Silvio Soldini con Le assaggiatrici, Paolo Virzì con Cinque secondi e Gabriele Mainetti.

Regia

Se nella categoria principale della regia si nota l’assenza di nomi femminili — dopo lo storico traguardo raggiunto lo scorso anno da Maura Delpero — la controtendenza esplode nella categoria Miglior esordio alla regia. Qui, quattro candidati su cinque sono donne: Ludovica Rampoldi (Breve storia d’amore), Margherita Spampinato (Gioia mia), Greta Scarano (La vita da grandi) e Alissa Jung (Paternal Leave). Unica eccezione maschile è il giovane Alberto Palmiero, in gara con il suo Tienimi presente. Continua a leggere su La Capitale