Sezioni
Edizioni locali
11/03/2026 ore 11.17
Italia Mondo

Energia, Ursula Von der Leyen: «Dieci giorni di guerra sono costati ai contribuenti europei tre miliardi»

La presidente della Commissione europea parla dell’impatto del conflitto sui paesi dell’Ue: «Non siamo immuni agli shock dei prezzi»

di Redazione Esteri

L’impatto della situazione in Medio Oriente è già evidente in Europa per quanto riguarda l’energia. È quanto sostiene la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento a Strusburgo. «I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi».

«Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza», ha evidenziato, sottolineando allo stesso tempo che tornare all'energia russa sarebbe un errore strategico: «Ci renderebbe più dipendenti, più vulnerabili e più deboli. Disponiamo di fonti energetiche domestiche, le rinnovabili e il nucleare. I loro prezzi sono rimasti invariati negli ultimi dieci giorni».

Iran, Meloni: «Crisi tra le più complesse degli ultimi decenni. Governo né isolato né complice di decisioni altrui»

Riguardo al tema dell'energia, Von der leyen parla poi dell'Ets, il principale meccanismo dell'Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra su cui i 27 sono divisi negli ultimi mesi: «Senza l'Ets oggi consumeremmo 100 miliardi di metri cubi di gas in più, rendendoci ancora più vulnerabili e dipendenti. Abbiamo quindi bisogno dell'Ets, ma dobbiamo modernizzarlo» – ha detto la presidente.

«Famiglie e imprese sono sotto pressione. Nel complesso, l'attuale struttura del mercato ha funzionato e gode di un sostegno generale. Ma è fondamentale ridurre l'impatto sui prezzi quando è il gas a determinare il prezzo dell'elettricità. Stiamo preparando diverse opzioni: un uso migliore dei power purchase agreement (Ppa) e dei contratti per differenza, misure di aiuti di Stato, l'esplorazione di possibili sussidi o tetti al prezzo del gas», ha sottolineato.

Le voci in bolletta, ha spiegato von der Leyen, sono «il costo dell'energia stessa, che rappresenta oltre il 56% della bolletta, gli oneri di rete il 18%, tasse e prelievi il 15%, e i costi del carbonio, in media intorno all'11%. Naturalmente si tratta di medie e variano a seconda del mix energetico dei singoli Stati membri» - ha precisato.

Soffermandosi sugli oneri di rete, la presidente della Commissione europea ha riconosciuto che «da un lato sono necessari per investire in reti più estese e più intelligenti ma dall'altro, c'è margine per aumentare la produttività delle reti, in modo da evitare che venga sprecata energia rinnovabile. Lo scorso anno abbiamo installato nell'Ue oltre 80 gigawatt di rinnovabili, un record. Ma una quantità di energia rinnovabile sei volte superiore non riesce ad accedere alle reti. Con una domanda di elettricità destinata ad aumentare, questo semplicemente non è sostenibile», ha sottolineato.

Sul fronte di tasse e prelievi, «alcuni Stati membri tassano l'elettricità molto più del gas. Per fare un esempio: uno Stato membro applica zero tasse sull'elettricità al dettaglio, mentre altri superano il 16%. C'è quindi spazio per intervenire», ha spiegato von der Leyen, pur rimarcando che queste decisioni restano «di competenza nazionale».

Al vertice dei leader Ue della prossima settimana «presenteremo presto la roadmap 'Un'Europa, un mercato', per concludere i lavori entro la fine del 2027».

Sul regime iraniano «non verseremo lacrime. Molti iraniani hanno celebrato la caduta di Khamenei. Questo è ciò che il popolo iraniano merita: libertà, dignità e il diritto di decidere del proprio futuro» - ha commentato von der Leyen, ricordando che «più di 17.000 persone sono state uccise mentre il regime si aggrappava al potere. Ma i crimini di questo regime risalgono a decenni fa. Ha imprigionato e torturato i propri cittadini. Ha sponsorizzato il terrorismo in tutta la regione e persino sul suolo europeo. E ha fornito un sostegno fondamentale alla brutale guerra della Russia contro l'Ucraina».