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03/08/2026 ore 21.02
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Ennesimo ultimatum di Trump all’Iran: «Colloqui in corso, è l’ultima chance». Teheran nega: «Non stiamo negoziando»

La Casa Bianca punta a riaprire Hormuz e affrontare poi il dossier nucleare. Trump avverte: «Vogliamo un accordo», mentre dalla Repubblica islamica smentiscono contatti diretti con Washington

di Redazione

Il confronto tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase, sospeso tra l'ipotesi di un'intesa e il rischio di una nuova escalation militare. Donald Trump, dallo Studio Ovale, ha parlato di una «ultima possibilità» concessa a Teheran, lasciando intendere che la strada diplomatica resta aperta nonostante la pressione esercitata da Washington.

«Voglio dare all'Iran un'ultima possibilità prima della decapitazione», ha dichiarato il presidente americano, rispondendo alle domande sui ripetuti ultimatum rivolti alla Repubblica islamica. Trump ha spiegato di voler sfruttare l'attuale finestra per arrivare a un accordo, sostenendo che dall'altra parte sarebbe arrivata la richiesta di evitare un attacco.

Il nodo centrale della trattativa, secondo la ricostruzione offerta dalla Casa Bianca, riguarda innanzitutto lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio. Trump ha indicato come possibile un'apertura completa già nelle prossime ore: «Stiamo parlando di aprirlo completamente entro domani».

Il presidente statunitense ha descritto il dossier come prioritario e ha assicurato che il confronto potrebbe procedere rapidamente, contestando le indiscrezioni su un presunto stallo Superata la questione della navigazione, Washington punta quindi a spostare il confronto sul programma nucleare iraniano. «Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran», ha chiarito Trump, facendo della denuclearizzazione uno dei possibili pilastri dell'intesa.

«Accordo o resa totale»

La linea del presidente americano resta però particolarmente dura. In un post su Truth Social, Trump ha scritto che Teheran dovrà scegliere tra «accordo o resa totale», accusando la leadership iraniana di aver provocato per decenni la crisi attuale.

In un precedente intervento, Trump aveva inoltre definito «incredibilmente ipocrita» la leadership iraniana, contestando il fatto che Teheran avrebbe cercato un confronto per poi negare pubblicamente l'esistenza di contatti con Washington.

Il presidente Usa ha anche rivendicato il controllo americano sullo Stretto, sostenendo che Hormuz sia già sotto il controllo della Marina statunitense e del dispositivo navale dispiegato nell'area.

Il giallo sui negoziati

È proprio sulla natura dei contatti che emerge però la principale contraddizione. Trump aveva annunciato, a bordo dell'Air Force One, l'avvio di nuovi negoziati a partire da lunedì 3 agosto, spiegando di aver sospeso un'operazione militare contro l'Iran per lasciare spazio alla diplomazia.

Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi alla Cbs, tuttavia, non sarebbero previsti nuovi negoziati diretti tra Washington e Teheran. Restano attivi, invece, i contatti già avviati attraverso la mediazione di Paesi terzi, con il coinvolgimento dell'inviato speciale americano per il Medio Oriente Steve Witkoff, di Jared Kushner e dei rispettivi team.

Anche l'Iran ha preso le distanze dalla versione americana. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha chiarito che non ci sarebbe alcun confronto diretto con Washington: «Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti».

I contatti con l'Oman, ha spiegato Baghaei, sono invece concentrati sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Un eventuale accordo con Mascate, ha precisato il portavoce, non significherebbe automaticamente la riapertura del passaggio marittimo. Teheran sostiene infatti che, finché continuerà quella che definisce l'«aggressione» americana, non ci saranno modifiche alla situazione attuale.

Il petrolio scende, esplosione vicino a una petroliera

Le aperture prospettate da Trump hanno avuto un riflesso immediato sui mercati energetici. Nelle contrattazioni asiatiche il Brent ha ceduto il 4,69%, scendendo a 83,81 dollari al barile, mentre il Wti è arretrato del 4,67%, a 80,72 dollari.

Nella notte, intanto, un'esplosione è stata segnalata nelle vicinanze di una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che non ci sono state vittime. L'equipaggio ha segnalato l'esplosione nelle immediate vicinanze della nave, che è rimasta in sicurezza.

L'incidente è avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est di Khasab, in Oman. Non sono state al momento indicate le cause dell'esplosione.

Il quadro resta quindi incerto: Washington parla di una possibile svolta diplomatica e di una rapida riapertura di Hormuz, mentre Teheran nega trattative dirette con gli Stati Uniti. Sullo sfondo rimane il dossier più delicato, quello del nucleare iraniano, che Trump ha indicato come il passaggio successivo dopo la partita sullo Stretto.