Fantasmi a Montecitorio: Angelucci e Fascina prendono lo stipendio senza passare dall’Aula. E i leader snobbano il Parlamento
Angelucci e Fascina guidano la classifica dei parlamentari assenteisti alla Camera con oltre l’87% di assenze. Tra i leader spiccano i vuoti di Conte e Schlein, assenti in 4 votazioni su 5
Pagati per rappresentare i cittadini, ma quasi del tutto irreperibili quando c’è da votare. I dati aggiornati a questa prima parte del 2026 fotografano la solita, sconfortante realtà del Parlamento italiano: un’istituzione trasformata troppo spesso in un dopolavoro per intoccabili o in un comodo stipendificio. Tra parlamentari “fantasma” che sfiorano il 100% di assenze e leader di partito che snobbano gli scranni come se il lavoro in Aula fosse un optional, la mappa di Montecitorio e di Palazzo Madama torna a indignare.
Angelucci e Fascina: il record dell’inutilità parlamentare
Il trofeo per l’assenteismo più spudorato spetta ancora una volta al deputato della Lega Antonio Angelucci. L’editore di Giornale, Libero e Tempo, e re delle cliniche private vanta una percentuale di assenza del 99,39%. In pratica, la sua attività parlamentare si riduce a un’inutile comparsa: zero missioni registrate e solo un manipolo di voti all’attivo. Un record di disinteresse per le istituzioni che non ha pari a Montecitorio.
Al secondo posto della classifica delle poltrone vuote si riconferma Marta Fascina (Forza Italia). L’ultima compagna e finta moglie di Silvio Berlusconi fa registrare un imbarazzante 87,77% di assenze, avendo saltato quasi 16.000 votazioni. A condire la beffa c’è la casella delle assenze giustificate o delle missioni per conto della Camera: un rotondo, desolante zero. Per la deputata di Forza Italia le sedute parlamentari sono semplicemente un impegno da ignorare.
La scusa dei leader: Conte e Schlein disertano quattro voti su cinque
Se la maggioranza si distingue per i suoi “fantasmi” di lungo corso, l’opposizione non ha nulla da insegnare in fatto di presenza. Con la scusa dei tour sul territorio e degli impegni di segreteria, i leader di partito continuano a trattare l’Aula come un peso trascurabile.
Giuseppe Conte vince la maglia nera tra i vertici politici, con il presidente pentastellato che ha saltato l’83,14% delle votazioni a Montecitorio. Elly Schlein lo segue a ruota: la segretaria dem diserta l’81% dei voti, presentandosi al proprio posto solo una volta su cinque. A Palazzo Madama, Matteo Renzi colleziona oltre il 31% di assenze, mentre Carlo Calenda cerca di salvare la facciata abusando della scappatoia delle missioni (ben 3.185), che gli evitano il computo dell’assenza ingiustificata pur tenendolo ben lontano dalle sedute. Continua a leggere su La Capitale.