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27/05/2026 ore 12.50
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Flotilla, l’Italia apre il fronte giudiziario contro Israele: Ben-Gvir verso il registro degli indagati

Dalle denunce degli attivisti fermati in acque internazionali a un possibile terremoto diplomatico. Il video pubblicato dal ministro israeliano potrebbe pesare come elemento decisivo nell’indagine romana

di Luca Arnaù

Nelle prossime ore potrebbe aprirsi una crisi senza precedenti tra Italia e Israele. La Procura di Roma sarebbe pronta alle prime iscrizioni nel registro degli indagati nell’inchiesta sull’assalto alle navi della Global Sumud Flotilla. E il primo nome destinato a finire nel fascicolo sarebbe quello di Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, già al centro delle polemiche per il video degli attivisti inginocchiati, ammanettati e derisi nel porto di Ashdod.

Il fascicolo esiste già e ipotizza reati pesantissimi: tortura, sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. L’indagine era nata dopo le denunce degli attivisti fermati in acque internazionali, portati in Israele, detenuti e poi espulsi. Ma ora il salto politico e giudiziario rischia di essere enorme.

Il video di Ashdod che può inchiodare Ben-Gvir

Il punto decisivo è il filmato diffuso dallo stesso Ben-Gvir. Nel video si vedono gli attivisti della Flotilla inginocchiati nel porto di Ashdod, con le mani legate dietro la schiena, mentre alcuni agenti li deridono. Per gli investigatori italiani quel video non è un semplice elemento mediatico, ma una possibile prova. La sua provenienza non avrebbe bisogno di particolari verifiche, perché il filmato è pubblico, rivendicato e diffuso dagli stessi ambienti governativi israeliani. Ed è proprio questo a renderlo potenzialmente esplosivo: non una registrazione anonima, non un documento da autenticare attraverso canali incerti, ma un contenuto esibito politicamente. Leggi l’articolo completo.