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18/02/2026 ore 08.20
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Forse disponibile un nuovo cuore per il bimbo di Napoli, si attende il verdetto dei medici

Un team di esperti valuterà la compatibilità del nuovo organo e la trapiantabilità anche alla luce delle condizioni critiche del piccolo, in coma farmacologico da due mesi dopo il fallimento del primo intervento

di Redazione Cronaca

Patrizia Mercolino, la madre del bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, è stata convocata ieri dai sanitari dell'ospedale Monaldi, dove il piccolo è ricoverato.

C'è un nuovo cuore disponibile ma non si sa se sia compatibile. Lo si apprende da fonti della struttura ospedaliera.

«Domani valutano la compatibilità e trapiantabilità, se il gruppo sanguigno sarà compatibile. Si valuterà con il team la trapiantabilità. Così mi ha detto la direzione». Così ieri sera durante la trasmissione "È sempre Cartabianca" su Retequattro, l'avvocato di famiglia, Francesco Petruzzi, dopo ore di attesa per sapere se il cuore nuovo che si era reso disponibile nella serata di ieri sarebbe stato destinato al bimbo.

Il precedente trapianto a cui era stato sottoposto il piccolo non era andato a buon fine perché l'organo trapiantato era arrivato gravemente danneggiato. Secondo quanto riferito dall'avvocato, l'espianto del cuore non è ancora stato eseguito. La mamma del piccolo ha lasciato l'ospedale senza parlare con i giornalisti.

Personale non formato all'uso dei nuovi box. Arrivano gli ispettori

Fu trasportato a bordo di un contenitore di vecchio tipo il cuore impiantato sul bimbo di Napoli, malgrado l'ospedale Monaldi disponga dei box tecnologici che controllano la temperatura: è questo perché, sembra, il personale non era adeguatamente formato per l'uso dello strumento più moderno. Si è così optato per utilizzare il contenitore più vecchio, un box simile a quelli che vengono usati per tenere le bibite fresche, che è però considerato fuori dalle linee guida acquisite dalla procura di Napoli.

È uno degli elementi che emergono dall'inchiesta della Procura partenopea, che vede al momento sei indagati per lesioni colpose. Sulla vicenda saranno al lavoro anche gli ispettori del ministero della Salute.

Ieri a Patrizia Mercolino, la madre del bimbo, è giunta la telefonata di Giorgia Meloni. La premier ha espresso solidarietà e vicinanza, rassicurando sul fatto che si sta facendo ogni sforzo per trovare un cuore compatibile per un nuovo intervento sul bambino. A Meloni, mamma Patrizia ha ribadito la sua priorità: salvare il «piccolo guerriero» che da due mesi lotta per la vita dopo aver ricevuto un cuore non funzionante, e che sopravvive solo grazie a un macchinario per la respirazione e circolazione extracorporea. Congegno che lo tiene in vita ma che, col tempo, danneggia gli organi interni in modo progressivo.

Il pool di esperti al lavoro

Gli esperti del Bambin Gesù di Roma, interpellati per un secondo parere, hanno messo in evidenza tutti i gravi danni riportati dal piccolo nei due mesi di coma farmacologico dopo il trapianto fallito. Il paziente soffre per una emorragia cerebrale, mostra segni di insufficienza multiorgano (polmoni, reni e fegato) ma soprattutto è affetto da un'infezione non controllata che, con la terapia immunosoppressiva necessaria dopo un eventuale nuovo trapianto, rischierebbe di avere effetti devastanti. Mamma Patrizia ha accolto queste pessime notizie in modo coraggioso, sperando che esista comunque una via d'uscita e annunciando di voler chiedere un ulteriore terzo parere.

L'ospedale Monaldi a questo punto ha deciso di coinvolgere un pool di esperti. A Napoli ci saranno due specialisti del Bambin Gesù di Roma con altri tre colleghi da Padova, Bergamo e Torino. Assieme ai medici del Monaldi dovranno rivalutare le condizioni del piccolo, capire se esistano le condizioni per rischiare un nuovo trapianto e se si possano praticare terapie che attenuino le patologie concomitanti. Il verdetto, atteso con comprensibile ansia dalla famiglia del bimbo, sarà decisivo per guidare le prossime mosse dei medici.

Intanto il bimbo resiste, le sue condizioni - informa il bollettino medico di ieri - sono sempre molto gravi ma stabili. Della sua vicenda hanno parlato a Roma anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il governatore Roberto Fico ribadendo «forte impegno sinergico e collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza».

Sul versante delle indagini prosegue il lavoro degli investigatori coordinati dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, con il pm Giuseppe Tittaferrante.

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