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06/07/2026 ore 11.57
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Furto di fentanyl in ospedale, il rischio del mercato illegale e quel business che non convince neanche le mafie

Secondo l'analisi di Roberto Saviano, le organizzazioni criminali frenerebbero la diffusione del fentanyl per tutelare i profitti di eroina e cocaina ed evitare un'ondata repressiva dello Stato. Un equilibrio, però, che potrebbe cambiare se mutassero gli interessi economici

di Luca Arnaù

Il furto delle ottanta fiale di fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, alla Magliana, non è soltanto un episodio di cronaca. La notizia è già emersa nella sua dimensione investigativa. Ora il punto è capire perché quel furto abbia fatto scattare un livello di allarme così alto e perché una quantità apparentemente limitata di farmaco possa aprire uno scenario molto più ampio, che riguarda la sanità, la sicurezza pubblica, il narcotraffico e la capacità dello Stato di prevenire un’emergenza prima che diventi ingestibile.

Il fentanyl non nasce come droga di strada. È un oppioide sintetico utilizzato da decenni in anestesia e nella terapia del dolore severo, soprattutto per i pazienti oncologici e per chi affronta sofferenze fisiche insopportabili. In ambito medico è uno strumento potente e necessario. Il problema comincia quando esce dal circuito ospedaliero e finisce nel mercato illegale. A quel punto la stessa sostanza che in ospedale allevia il dolore può trasformarsi in un moltiplicatore di morte.

Il paradosso italiano: il confine lo presidiano i clan

Il dato più inquietante è il paradosso che circonda oggi il mercato italiano. Secondo l’analisi proposta da Roberto Saviano, le mafie italiane, almeno finora, non avrebbero interesse a favorire la diffusione del fentanyl. Non per ragioni etiche, naturalmente, ma per convenienza criminale. Il fentanyl rischierebbe infatti di erodere i canali già consolidati e redditizi dell’eroina e della cocaina, alterando equilibri di mercato costruiti nel tempo.

C’è poi un secondo motivo: un’emergenza sociale legata agli oppioidi sintetici costringerebbe lo Stato a una risposta più dura. Morti per strada, overdose diffuse, immagini simili a quelle viste in alcune città americane produrrebbero una pressione politica e sociale tale da rendere inevitabile una repressione più decisa. Per i clan, quindi, il fentanyl può rappresentare non solo un affare, ma anche un rischio.

Questa apparente barriera, però, non rassicura. Al contrario, mostra una debolezza profonda: se la diffusione della sostanza dipende dalla convenienza delle organizzazioni criminali, significa che la diga può cedere nel momento in cui cambiano i calcoli economici. E le mafie cambiano strategia quando cambia il profitto. Continua a leggere su LaCapitalenews.it