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04/05/2026 ore 09.50
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Garlasco, Andrea Sempio convocato il 6 maggio in Procura: ecco cosa potrebbe succedere

I pm vogliono interrogarlo prima della chiusura indagini: sul tavolo l’alibi del parcheggio di Vigevano, l’impronta 33, le telefonate, i messaggi cancellati e l’ipotesi del movente sessuale

di Luca Arnaù

Garlasco, dalle contraddizioni all’alibi: Andrea Sempio si presenterà in Procura a Pavia il 6 maggio, salvo cambi di rotta dell’ultima ora. Ma presentarsi non significa necessariamente rispondere. Il 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi sta ancora valutando, insieme ai suoi legali, se affrontare le domande dei magistrati, avvalersi della facoltà di non rispondere oppure depositare una memoria difensiva.

Il nodo è tutto lì. Perché l’interrogatorio arriva a ridosso della possibile chiusura delle indagini, con la firma del 415 bis, e potrebbe diventare uno dei passaggi più delicati della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

Andrea Sempio convocato dai pm di Pavia

Sempio aveva 19 anni quando, il 13 agosto 2007, Chiara Poggi venne uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Era grande amico di Marco Poggi, fratello della vittima, e frequentava quella casa. Oggi è indagato per omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà, per l’efferatezza dell’azione e per il numero delle ferite inferte alla giovane, almeno dodici tra cranio e volto.

Gli viene contestata anche l’aggravante dei motivi abietti, che secondo l’impostazione della Procura sarebbero riconducibili all’odio verso Chiara dopo il rifiuto di un approccio sessuale.

Le domande su alibi, telefonate e spostamenti

Tra i punti centrali ci sono le telefonate e gli spostamenti della mattina del delitto. La Procura ritiene che non sia stato Sempio a stampare il biglietto del parcheggio di Vigevano usato come alibi.

È uno dei passaggi più pesanti dell’inchiesta. Se quell’alibi dovesse cedere, cambierebbe la ricostruzione dei movimenti dell’indagato nelle ore decisive.

L’impronta 33 e la scena del crimine

Sul tavolo resta anche l’impronta 33, isolata sul muro delle scale che portano al punto in cui fu trovato il corpo di Chiara Poggi. È uno degli elementi che i pm avrebbero già voluto sottoporre a Sempio in un precedente interrogatorio.

A pesare ci sono poi le nuove analisi: gli esami ripetuti con tecniche oggi disponibili, la perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo che sposta in avanti l’ora del delitto, la Bpa sulle macchie di sangue che avrebbe riscritto la dinamica dell’omicidio ipotizzando un solo assassino sulla scena del crimine. Continua a leggere su LaCapitale