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04/05/2026 ore 18.11
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Garlasco, chi sono le gemelle Cappa convocate dalla Procura: le cugine di Chiara Poggi e i misteri mai chiariti

Le cugine di Chiara Poggi tornano al centro dell’attenzione: dai rapporti familiari non semplici al fotomontaggio del 2007, fino ai dettagli rimasti sospesi dopo 18 anni.

di Luca Arnaù

Garlasco, c’è una famiglia che torna improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica, quella delle gemelle Cappa. Non perché qualcuno dei suoi componenti sia indagato, ma perché il suo nome attraversa da sempre la storia dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia. È la famiglia Cappa: il padre Ermanno, noto avvocato; la madre Maria Rosa, sorella di Giuseppe Poggi; e le figlie Paola e Stefania, le gemelle diventate note alle cronache come le “gemelle K”.

Ora Paola e Stefania Cappa sono state convocate dalla Procura di Pavia come persone informate sui fatti nell’ambito della nuova indagine che vede Andrea Sempio accusato di concorso in omicidio. Sarà ascoltato anche Marco Poggi, fratello della vittima e amico dello stesso Sempio. Un’accelerazione che arriva quando l’inchiesta sembra ormai avvicinarsi alle battute finali.

Garlasco, convocati in Procura Marco Poggi e le sorelle Cappa: saranno sentiti come persone informate sui fatti

Garlasco, le gemelle Cappa convocate dalla Procura di Pavia

Le due cugine di Chiara Poggi non sono indagate e non lo sono mai state. Proprio per questo la loro convocazione assume un peso particolare: non cambia il loro status, ma segnala la volontà degli inquirenti di tornare su alcuni passaggi rimasti sospesi nella ricostruzione di quei giorni.

Paola e Stefania Cappa avevano un legame familiare diretto con Chiara. Erano figlie di Maria Rosa Poggi, sorella del padre della vittima. I rapporti tra le famiglie, secondo quanto emerso negli anni, non sarebbero però stati sempre idilliaci, anche se nei mesi precedenti al delitto Chiara avrebbe riallacciato i contatti soprattutto con Stefania.

Uno degli elementi spesso ricordati riguarda il fatto che la famiglia Cappa avrebbe avuto il doppione delle chiavi della casa di via Pascoli. Un dettaglio che non equivale a un’accusa, ma che negli anni ha continuato ad alimentare domande, ricostruzioni e sospetti mediatici attorno a un caso già segnato da troppe zone d’ombra.

Paola Cappa, il tentato suicidio e il racconto della violenza subita

Il giorno dell’omicidio, Paola Cappa stava attraversando un momento personale molto difficile. Era in lotta con l’anoressia e si stava riprendendo da un tentativo di suicidio avvenuto l’11 agosto, appena due giorni prima della morte di Chiara.

Subito dopo il delitto, davanti alle telecamere, Paola raccontò anche di aver subito una violenza sessuale da bambina. Una vicenda che, secondo quanto emerso nel tempo, non sarebbe stata denunciata e sulla quale non sarebbero stati svolti approfondimenti investigativi tali da chiarirne pienamente contesto e responsabilità.

La telefonata di Stefania a Chiara che non risulta nei tabulati

Tra i dettagli ancora discussi c’è anche la presunta telefonata fatta da Stefania Cappa a Chiara Poggi il giorno prima dell’omicidio. Stefania raccontò di aver chiamato la cugina il 12 agosto per fissare un appuntamento per il giorno successivo. La versione sull’orario, però, cambiò nel giro di pochi giorni: prima intorno a mezzogiorno, poi in tarda mattinata, infine un più prudente “non ricordo a che ora”.

Il punto più delicato è un altro: dai tabulati a disposizione degli investigatori non risulterebbe alcuna chiamata da casa Cappa a casa Poggi.

Anche questo, da solo, non dimostra nulla. Ma resta uno di quei dettagli che, a distanza di 18 anni, continuano a pesare nella memoria del caso. Continua a leggere su La Capitale.