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19/09/2026 ore 14.41
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Garlasco, Giuseppe Sempio resta indagato: «Manca il corrotto». Spuntano altri cinque possibili nomi

L’ex procuratore Mario Venditti esce dall’inchiesta sulla presunta corruzione del 2017, ma il fascicolo non si chiude: Giuseppe Sempio resta indagato come presunto corruttore

di Redazione Cronaca

L’archiviazione di Mario Venditti non mette la parola fine all’inchiesta sulla presunta corruzione che ruota attorno alla prima indagine su Andrea Sempio. Al contrario, apre un nuovo interrogativo: se l’ex procuratore aggiunto di Pavia non ricevette denaro per favorire l’archiviazione del giovane nel 2017, perché Giuseppe Sempio, padre dell’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, resta indagato come presunto corruttore?

È il nuovo fronte del caso Garlasco. Per Venditti non sono emersi elementi capaci di dimostrare che il denaro movimentato dalla famiglia Sempio sia arrivato nelle sue mani. Ma fonti interne alla Procura sostengono che «l’ipotesi di reato resta in piedi» e che gli accertamenti proseguiranno per capire se quel denaro fosse effettivamente destinato a qualcuno e, soprattutto, a chi. Un quadro che potrebbe cambiare ancora rapidamente: tra le ipotesi circolate nelle ultime ore c’è quella di cinque possibili nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

Il pizzino: «Venditti Gip archivia 20. 30. euro»

Tutto nasce dal famoso appunto sequestrato nel maggio 2025 nell’abitazione dei genitori di Andrea Sempio. Sul foglio, scritto a mano da Giuseppe Sempio, compariva la frase «Venditti Gip archivia 20. 30. euro».

Gli investigatori avevano ipotizzato che quel «20. 30.» potesse indicare 20-30 mila euro e che la somma avesse qualche relazione con l’archiviazione dell’indagine del 2017.

A rafforzare i sospetti erano poi arrivate intercettazioni e verifiche sui movimenti di denaro della famiglia. I Sempio hanno sempre fornito una spiegazione differente: quelle somme sarebbero servite a sostenere le spese legali affrontate per difendere Andrea.

Adesso il provvedimento che archivia Venditti introduce un particolare significativo. Giuseppe Sempio nell’appunto definiva infatti Venditti «Gip», mentre il magistrato ricopriva allora il ruolo di procuratore aggiunto. L’errore dimostrerebbe una conoscenza piuttosto approssimativa dei ruoli giudiziari e viene indicato tra gli elementi difficilmente conciliabili con l’ipotesi di un rapporto corruttivo diretto con l’ex magistrato.

Venditti fuori dall’inchiesta, ma resta il presunto corruttore

È qui che nasce quello che appare come un paradosso giudiziario. Venditti è stato archiviato, Giuseppe Sempio no.

L’avvocato Fabrizio Gallo sottolinea il problema giuridico: la corruzione è un reato che presuppone necessariamente almeno due soggetti, qualcuno che offre o consegna il denaro e qualcuno che lo riceve o accetta la promessa. Se Giuseppe Sempio resta indagato come corruttore mentre Venditti esce definitivamente dal fascicolo, l’indagine deve quindi cercare un altro eventuale corrotto, o più corrotti.

Secondo le indiscrezioni emerse, il procedimento potrebbe essere trasferito per competenza a Pavia e finire sul tavolo del pm Stefano Civardi Napoleone, già impegnato nell’inchiesta che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Continua a leggere su La Capitale.