Garlasco, scontro di fuoco su Andrea Sempio: «Parlava di suicidio nei suoi diari». Angela Taccia: «Non c’è alcuna diagnosi»
Un audio del 2017 accende il confronto. Allora l’amica e avvocato dell’indagato lo avrebbe definito «una persona problematica». Ma per la legale quella definizione confidenziale non può essere collegata a problemi psichici
Prima i diari, poi gli audio privati, quindi le parole sul suicidio e sull’autolesionismo. Il caso Garlasco si sposta ancora una volta sulla personalità di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, e questa volta lo scontro diventa durissimo.
Da una parte c’è Albina Perri, che porta sul tavolo alcune frasi attribuite a Sempio e contenute nei suoi scritti. Dall’altra Angela Taccia, avvocata e amica di lunga data del 38enne, che respinge il tentativo di ricavare da quelle parole un profilo psicologico del suo assistito.
Il confronto televisivo diventa rapidamente una battaglia sul significato da attribuire a materiale estremamente personale e, soprattutto, sul confine tra ciò che può avere rilevanza nell’inchiesta e quello che appartiene alla vita privata dell’indagato. «Non abbiamo nessuna diagnosi che parli di autolesionismo», taglia corto Taccia.
Garlasco, archiviata l’accusa contro l’ex procuratore aggiunto Venditti ma il caso non è chiuso«Persona problematica»: l’audio del 2017 che accende lo scontro
Il primo terreno di battaglia è una vecchia registrazione del 2017. Secondo quanto riportato durante il confronto, proprio Angela Taccia avrebbe definito Sempio «una persona problematica». Una descrizione apparentemente difficile da conciliare con quella del ragazzo tranquillo e accomodante, soprannominato addirittura il «Gandhi della compagnia».
Taccia contesta però questa lettura.
La parola «problematico», spiega, sarebbe stata utilizzata nel linguaggio confidenziale di due amici e indicherebbe una persona che «si è sempre fatto tanti problemi su come comportarsi» nei rapporti con le donne e nella vita. Per la legale, insomma, trasformare quella definizione privata in un’indicazione di problemi psichici significa attribuirle un significato che non aveva. Ed è a quel punto che il confronto si sposta sulle parti più delicate degli scritti di Sempio.
I diari di Sempio e quelle frasi sul suicidio
Perri richiama infatti i riferimenti al suicidio presenti nei diari di Sempio e introduce anche il tema dell’autolesionismo. Taccia reagisce immediatamente. «Io non sto parlando di suicidio, non cominciamo a cambiare le parole degli altri», replica quando la discussione diventa più accesa.
La posizione della difesa è netta: scrivere qualcosa in un diario non equivale a una diagnosi clinica e non permette automaticamente di attribuire all’autore una determinata condizione psicologica. «Non abbiamo nessuna diagnosi che parli di autolesionismo, io mi fido di un referto di un professionista, non di uno che scrive», afferma Taccia. «Un conto è scrivere su un diario, un conto è un referto medico».
La questione assume un peso particolare proprio mentre la Procura di Pavia ha disposto una consulenza affidata allo psichiatra Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e di volere e sulla presunta pericolosità sociale di Sempio. L’indagato ha però deciso di non incontrare personalmente il consulente.
Perché Andrea Sempio è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi
Il duello televisivo arriva nella fase più delicata della nuova inchiesta sul delitto del 13 agosto 2007. Sempio, che all’epoca aveva 19 anni ed era amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, è l’unico indagato nella nuova indagine della Procura di Pavia. L’accusa gli contesta l’omicidio di Chiara Poggi con le aggravanti indicate nell’atto di chiusura delle indagini. Sempio si è sempre dichiarato innocente.
Tra gli elementi sui quali lavora l’accusa ci sono il materiale genetico rinvenuto sulle unghie della vittima, risultato altamente compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, l’impronta palmare numero 33, le telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto e altri elementi raccolti durante la nuova indagine. La Procura ha indicato complessivamente 21 circostanze che considera rilevanti nella costruzione dell’accusa.
La difesa contesta la lettura accusatoria degli elementi scientifici e investigativi e continua a sostenere l’innocenza di Sempio. Nelle ultime settimane gli inquirenti hanno inoltre disposto nuovi approfondimenti: alla medico legale Cristina Cattaneo è stata affidata una consulenza sulla misura del piede di Sempio e sulla compatibilità con l’impronta di scarpa rinvenuta nella villetta, mentre il genetista Carlo Previderè dovrà approfondire alcuni aspetti relativi al Dna. Continua a leggere su La Capitale.