Sezioni
Edizioni locali
12/09/2026 ore 14.18
Italia Mondo

Garlasco, un post del 2014 di Sempio può riaprire tutto: quelle parole ora pesano sul movente dell’omicidio

Lo scritto pubblicato sui social torna sotto la lente della nuova inchiesta. Gli inquirenti valutano se possa offrire nuovi elementi sulla ricostruzione dei fatti e sulla posizione di Sempio

di Redazione

Un testo attribuito ad Andrea Sempio, pubblicato online nel 2014 – ben sette anni dopo il delitto di Garlasco –, irrompe nel dibattito giudiziario. Durante la trasmissione Verità Nascoste su Rete 4, l’opinione pubblica si è interrogata sulle parole dell’uomo oggi al centro delle nuove indagini per la morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007.

Garlasco, conto alla rovescia per Sempio: gli indizi che possono portarlo a processo per l’omicidio di Chiara Poggi

Le esternazioni emerse in TV delineerebbero presunte difficoltà nei rapporti con l’altro sesso. Tuttavia, il confine tra suggestione mediatica e rilevanza processuale rimane netto: un’interpretazione televisiva non equivale a una sentenza di condanna.

L’ipotesi degli investigatori

La Procura di Pavia e i Carabinieri di Milano stanno esplorando una specifica ricostruzione dei fatti. Secondo l’ipotesi d’accusa, Sempio si sarebbe recato nella villetta di via Pascoli sapendo che Chiara era sola, con l’intento di cercare un approccio sessuale.

Di fronte al netto rifiuto della ragazza, la situazione sarebbe poi degenerata nell’aggressione mortale. A supporto di questo quadro, le perquisizioni del 14 maggio 2025 hanno portato al sequestro di agende e quaderni in cui Sempio annotava:

Omicidio Chiara Poggi, Sempio rifiuta l’incontro con lo psichiatra. L’avvocato: «Non cerchiamo scorciatoie»

Sempio nega categoricamente ogni addebito e si dichiara estraneo all’omicidio. La difesa ricorda che pensieri, sogni o post pubblicati a distanza di anni non costituiscono alcuna prova penale.

Le obiezioni della difesa

L’inchiesta non si basa soltanto sul profilo psicologico, ma su una complessa serie di elementi scientifici ed ambientali fortemente contestati dai legali dell’indagato:

Le tracce biologiche sotto le unghie: l’accusa ritiene il DNA compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio. La consulenza della difesa sostiene invece che il profilo sia misto, parziale e non identificativo, riconducibile a contaminazioni o trasferimenti secondari.

Le intercettazioni in auto: le frasi pronunciate da Sempio mentre era solo in macchina vengono lette dagli inquirenti come una conoscenza diretta della scena del crimine. Per la difesa si trattava semplicemente di soliloqui in cui l’uomo ad alta voce ipotizzava i possibili interrogatori.

Continua a leggere su LaCapitaleNews.it