Giappone, un violento terremoto devasta l’isola di Kyushu: crolli, incendi e decine di dispersi
La scossa, stimata fino a magnitudo 7.1, ha avuto epicentro nella prefettura di Kumamoto. Grande paura per l’esplosione in un centro commerciale e un ponte parzialmente crollato: stop anche a treni e aerei e quasi 50mila persone senza elettricità
Un violento terremoto ha colpito il Giappone, interessando la grande isola meridionale di Kyushu e provocando crolli di edifici, incendi e numerosi danni alle infrastrutture. Il bilancio delle vittime è ancora incerto, mentre proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere le persone rimaste intrappolate sotto le macerie.
Secondo i dati dell'Ingv, la scossa ha avuto una magnitudo di 6.5, mentre per l'Usgs è stata di 6.8 e per l'Agenzia meteorologica giapponese ha raggiunto 7.1. L'ipocentro è stato localizzato a circa 10 chilometri di profondità.
Tra gli episodi più gravi si registra quanto accaduto a Kumamoto, dove, subito dopo il sisma, la polizia ha ricevuto la segnalazione di un'esplosione all'interno del centro commerciale Aeon Mall. Secondo quanto riferisce Nhk, molte persone sono rimaste intrappolate e «circa 20-30 persone risultano disperse nel centro commerciale». Le squadre di emergenza sono al lavoro senza sosta, mentre le autorità invitano la popolazione a mantenere alta l'attenzione per il rischio di nuove scosse.
L'emergenza si estende anche ad altre aree della prefettura. Incendi sono divampati in diverse località, mentre numerose abitazioni sono crollate con persone rimaste sotto le macerie. Un altro grave incidente si è verificato nello stabilimento Yatsushiro della Nippon Paper Industries, dove il crollo di una ciminiera ha provocato la dispersione di diverse persone, secondo quanto riportato da Nhk e rilanciato da Sky News.
Gravi anche i danni alla rete dei trasporti. Un ponte nella zona di Kumamoto è parzialmente crollato, con una corsia sprofondata in acqua mentre la restante parte della struttura è rimasta percorribile. La Kyushu Railway Co. ha sospeso la circolazione su tutte le linee ferroviarie, compresi i collegamenti ad alta velocità Shinkansen. Chiusi inoltre la pista dell'aeroporto, alcuni tratti autostradali e numerose infrastrutture strategiche.
Pesanti anche le conseguenze sulla rete elettrica. La Kyushu Electric Power Transmission and Distribution Co. ha comunicato che oltre 48mila famiglie sono rimaste senza energia nella prefettura di Kumamoto. Disagi si registrano anche a Yatsushiro, Uki, Misato e Uto, dove migliaia di utenze risultano isolate.
Anche le comunicazioni hanno subito forti interruzioni. Ntt West ha reso noto che il blackout dei servizi è iniziato intorno alle 16.27 locali e che «l'accesso a Internet e le chiamate telefoniche tramite linee internet potrebbero risultare non disponibili», precisando di essere «ancora impegnata nella verifica» della situazione. Disservizi sono stati segnalati anche dai principali operatori di telefonia mobile.
L'Agenzia meteorologica giapponese ha nel frattempo revocato l'allerta tsunami, pur invitando la popolazione alla massima prudenza per il possibile susseguirsi di scosse di assestamento.
Il terremoto riporta alla memoria il devastante sisma che colpì la stessa prefettura nel 2016, quando due forti scosse di magnitudo 7 provocarono 278 vittime e danni a circa 207 mila abitazioni.
Sulla situazione è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sui social ha espresso la vicinanza dell'Italia al Paese asiatico. «Esprimo la mia vicinanza al Governo e al popolo giapponese in questo momento di grande dolore», ha scritto il ministro, aggiungendo che il ministero è «in costante contatto con l'Ambasciata d'Italia a Tokyo per monitorare gli sviluppi e assicurare tutto il necessario supporto ai connazionali eventualmente coinvolti».