Grazia a Nicole Minetti, il caso esplode anche in Uruguay: adozioni nel mirino e nuove ombre sull’istruttoria
La Procura generale di Milano verifica la sentenza di adozione mentre in Uruguay viene rimosso il responsabile del settore. Un tempismo politicamente esplosivo
Il caso Nicole Minetti non è più soltanto una polemica italiana sulla grazia concessa dal Quirinale. È diventato un dossier che attraversa l’Atlantico e arriva nel cuore delle istituzioni uruguaiane, proprio mentre la Procura generale di Milano sta acquisendo gli atti relativi all’adozione del bambino da parte dell’ex igienista dentale e del compagno Giuseppe Cipriani.
Il punto è sempre lo stesso, ma ora pesa di più: la domanda di clemenza presentata per ottenere la grazia descriveva il minore come “abbandonato alla nascita”. Le ricostruzioni emerse successivamente raccontano invece un quadro diverso: il bambino avrebbe una madre e un padre biologici identificati, ai quali la coppia Minetti-Cipriani avrebbe fatto causa per ottenere la decadenza della patria potestà. Una differenza enorme, non lessicale ma sostanziale, perché tocca il cuore umanitario dell’istanza.
Milano verifica la sentenza di adozione in Uruguay
La Procura generale di Milano sta acquisendo in Uruguay la sentenza di adozione del minore per verificarne autenticità e contenuto. È uno degli accertamenti richiesti dal Ministero della Giustizia nel supplemento di istruttoria avviato dopo le inchieste giornalistiche che hanno scosso il caso.
Quando la domanda di grazia venne presentata, nell’agosto scorso, l’atto dei giudici uruguaiani era stato prodotto dai legali di Nicole Minetti e poi recepito in Italia.
Ora, però, proprio quel documento entra nel perimetro delle verifiche. Non per contestarlo automaticamente, ma per capire se gli elementi rappresentati nella richiesta fossero completi, corretti e coerenti con la realtà processuale uruguaiana.
Il nodo è delicatissimo: se il minore non era “abbandonato” ma inserito in una vicenda familiare e giudiziaria più complessa, l’intera narrazione umanitaria posta alla base della grazia cambia prospettiva.
Adozioni in Uruguay, rimosso il responsabile del dipartimento
A rendere il quadro ancora più pesante arriva la notizia dall’Uruguay: l’Inau, l’ente pubblico incaricato delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, ha rimosso il responsabile del dipartimento adozioni, Dario Moreira. Secondo quanto riportato da El Observador, la decisione arriva dopo mesi segnati da “squilibri” e “decisioni errate” nei processi di adozione.
Non significa che la rimozione sia automaticamente collegata al caso Nicole Minetti, ma il tempismo è politicamente esplosivo. Mentre in Italia si discute dell’istruttoria che ha portato alla grazia, in Uruguay emerge un problema interno proprio nel settore che riguarda le adozioni.
Il caso divide anche l’opinione pubblica uruguaiana. C’è chi si indigna all’idea che persone ricche e famose possano muoversi con più facilità dentro procedure delicate, e chi invece invita alla prudenza, rivendicando la serietà dello Stato di diritto uruguaiano e chiedendo prove prima delle conclusioni.
Madre biologica scomparsa, avvocata morta e verifiche mancate
Il lato più inquietante della vicenda riguarda le persone legate alla storia del bambino.
La presunta madre biologica risulta scomparsa da Maldonado, mentre l’avvocata che aveva rappresentato il minore e i genitori biologici è stata trovata morta carbonizzata insieme al marito nella loro casa. Formalmente non risultano collegamenti investigativi accertati con la vicenda Nicole Minetti, ma si tratta di figure direttamente coinvolte nel contesto familiare e legale del minore. Continua a leggere su La Capitale.