Guerra in Iran, Meloni: «In caso di recrudescenza ragioniamo sulla sospensione temporanea del Patto di stabilità»
Nella sua informativa sull’azione di governo, la presidente del Consiglio ha parlato anche della crisi in Medio Oriente, auspicando una risposta europea a un’eventuale escalation. E su Hormuz: «Gli extradazi potrebbero portare a conseguenze economiche imponderabili»
Nel corso dell’informativa alla Camera sull’azione del Governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato sia i principali dossier di politica interna sia le tensioni internazionali, con particolare attenzione alla crisi in Medio Oriente e ai suoi possibili riflessi economici.
Giorgia Meloni alla Camera: «Niente dimissioni né rimpasto, governeremo per 5 anni come ci siamo impegnati a fare»Sul piano geopolitico, il passaggio più rilevante ha riguardato la sicurezza energetica e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale di petrolio. Meloni ha sottolineato che «serve il pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore», evidenziando come «rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello Stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili».
Sempre in relazione agli sviluppi del conflitto che coinvolge Iran, la presidente del Consiglio ha aperto anche a una possibile risposta coordinata a livello europeo in caso di ulteriore escalation: «Se ci sarà una nuova recrudescenza del conflitto in Iran dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia». In questo quadro, ha aggiunto, «non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato».
Accanto alla dimensione internazionale, Meloni ha ribadito l’impegno del governo sul fronte economico interno, anche in relazione ai possibili effetti delle tensioni energetiche: «L’Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche».
Nel passaggio politico, Meloni ha anche replicato alle critiche sull’orientamento internazionale dell’Italia, respingendo le accuse di subalternità agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump: «La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte». E ancora: «lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo “la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”».
La presidente del Consiglio ha poi ribadito la linea dell’Esecutivo: «Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale».