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31/03/2026 ore 12.46
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Guerra in Medio Oriente, Crosetto nega agli Usa la base di Sigonella per l’atterraggio dei bombardieri

Il rifiuto del ministro della Difesa: la disposizione non è prevista nei trattati. Il precedente della “crisi” del 1985: quando Craxi disse No a Reagan

di Redazione Cronaca
Orietta Scardino

L'Italia avrebbe negato agli Stati uniti l'uso della base di Sigonella per alcuni bombardieri diretti in Medio Oriente perché il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già in volo e senza la consultazione preventiva prevista dagli accordi. Lo scrive oggi il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano, la decisione è stata presa dal ministro della Difesa Guido Crosetto dopo essere stato informato dal capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.

Le verifiche avrebbero accertato che non si trattava di voli ordinari o logistici e che quindi l'operazione non rientrava in quanto stabilito nei trattati. Portolano, su mandato di Crosetto, avrebbe quindi informato il comando Usa che i velivoli non potevano atterrare a Sigonella perché privi di autorizzazione.

La richiesta giunta dagli Stati Uniti e respinta dall'Italia per l'utilizzo della base di Sigonella riguardava l'atterraggio di alcuni bombardieri che sarebbe dovuta avvenire alcuni giorni fa. Una richiesta lecita, secondo quanto riferiscono ad "Agenzia Nova" fonti informate ma che, non essendo una disposizione prevista nei trattati, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha deciso di negare, non fornendo così l'autorizzazione per l'atterraggio del velivolo. Tale autorizzazione, infatti, dovrebbe essere soggetta all'approvazione del Parlamento e, quindi, richiederebbe tempistiche diverse rispetto a quelle avanzate da Washington.

Sigonella, la crisi del 1985: quando Craxi disse No a Reagan

La decisione dell'Italia di negare l'utilizzo agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella nell'ambito delle operazioni militari contro l'Iran avviene a 41 anni di distanza dalla "crisi" del 1985 che portò ad una grave impasse diplomatica tra gli Stati Uniti, all'epoca guidati da Ronald Reagan e l'Italia con il presidente del Consiglio, Bettino Craxi. La vicenda ebbe inizio il 10 ottobre del1985: caccia statunitensi costrinsero ad atterrare nella base militare vicina a Catania, l'aereo egiziano che trasportava i quattro palestinesi che avevano sequestrato la nave da crociera italiana Achille Lauro, il dirigente dell'Olp Mohammed Abu Abbas e un suo aiutante. Sulla pista della base un commando di marines circondò con le armi spianate l'aereo. Craxi venne informato su quanto stava accadendo e diede ordine di impedire la cattura dei terroristi.

I carabinieri si schierano intorno al velivolo fronteggiando, di fatto, i marines. I soldati statunitensi dopo istanti di altissima tensione decisero di non proseguire nell'azione. Tutto ciò provoco un 'terremoto' diplomatico. La situazione tornò alla normalità solo 12 giorni dopo con un incontro a New York tra Craxi e Reagan.