Guerra in Ucraina, Zelensky tende la mano a Putin: «Incontriamoci e fermiamo la guerra»
Il presidente ucraino propone un vertice diretto con il leader del Cremlino e si dice pronto a un cessate il fuoco totale durante i negoziati. «La pace si costruisce parlando», scrive in una lettera aperta
«Incontriamoci». È l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivolge a Vladimir Putin in una lunga lettera aperta, con l’obiettivo di rilanciare il percorso diplomatico per porre fine alla guerra che da oltre quattro anni e mezzo devasta l’Ucraina.
Il leader di Kiev propone un confronto diretto tra i due presidenti e invita il Cremlino a fissare una data per un incontro. «Sta ai leader risolvere le questioni chiave, è sempre stato così e sempre lo sarà», scrive Zelensky, assicurando che l’Ucraina è pronta ad accettare «un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati».
Chiesta una tregua
Secondo il presidente ucraino, negoziare durante una tregua rappresenta una prassi consolidata nelle relazioni internazionali. «Un tentativo di stabilire un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a parlarsi. Crediamo che non sarebbe un semplice tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se è quello che volete», afferma.
Nella lettera, Zelensky richiama anche il passato, ricordando che quando Putin arrivò al potere, 26 anni fa, «molte persone in Ucraina lo giudicavano positivamente». Un clima ormai lontano, sostituito da un conflitto che ha segnato profondamente i rapporti tra i due Paesi.
Il presidente ucraino lancia poi un avvertimento al leader del Cremlino: «Se non arriverà personalmente alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l’Ucraina continuerà a lottare per la sua esistenza». E aggiunge: «Anche lei dovrà lottare molto più duramente per la sua stessa esistenza, non quella della Russia, ma la sua».
Il coinvolgimento di Usa e Europa
Zelensky insiste inoltre sulla necessità di coinvolgere Europa e Stati Uniti nel processo di pace. Riferendosi al vertice tra Putin e Donald Trump tenutosi in Alaska, sottolinea che «le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage».
«Poiché la guerra si combatte in Europa e l’Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, è logico coinvolgere chi può realmente svolgere il ruolo di garante», scrive il presidente ucraino. «L’Europa deve far parte di questo processo e anche gli Stati Uniti devono esserne protagonisti. Solo così si potrà costruire una nuova architettura di sicurezza per questa parte del mondo».