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12/10/2026 ore 15.45
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Il comandante della Nato avverte: «Se ci attaccano combatteremo. Non vogliamo la guerra»

Il Comandante Supremo dell'Alleanza ribadisce la natura difensiva della Nato: «Un conflitto non è imminente né inevitabile». Illustrate le tre fasi della risposta militare in caso di aggressione: bloccare l'attacco, smorzarne la forza e neutralizzare gli aggressori se necessario

di Redazione

«La Nato non cerca la guerra con nessuno. Ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un'alleanza difensiva come una debolezza. Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci combatteremo. In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano». Lo ha detto il Comandante Supremo della Nato Alexus Grynkewich intervenendo al Warsaw Security Forum.

«Grazie alla nostra forza collettiva, manterremo la pace. Ma se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, reagiremo. Respingeremo l'attacco e impediremo loro di raggiungere i propri obiettivi, qualunque essi siano. In breve, faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano», ha aggiunto Grynkewich, premettendo che un conflitto «non è imminente né inevitabile». «Essere pronti significa pianificare interventi non solo per gli scenari probabili, ma anche per quelli semplicemente possibili», ha aggiunto.

Il comandante ha ricordato che la «Teoria della Vittoria» formulata dall'Alleanza è stata ultimata circa tre mesi fa. Grynkewich ha illustrato le tre fasi di un'azione dell'Alleanza in caso di aggressione militare: «Bloccare l'attacco; smorzarne la forza; e solo se l'attacco non cessa, neutralizzare le forze che lo stanno sferrando». «È improbabile che l'Alleanza venga colta di sorpresa. Saremo in grado di individuare un imminente attacco, avendo il tempo necessario per valutarne le intenzioni e dispiegare rapidamente le forze», ha sottolineato.