Il pontificato di Leone XIV compie un anno: il papa silenzioso ha già cambiato tutto, dalla Curia agli Usa di Trump
In dodici mesi Prevost ha placato le tensioni interne alla Chiese, ridimensionato i "guerrieri culturali" americani e neutralizzato il tycoon con una sola arma: la coerenza
Quando l’8 maggio il Conclave elesse Robert Francis Prevost al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, fuori dalle mura leonine quasi nessuno sembrava davvero preparato. Nei giorni precedenti il suo nome era circolato sottovoce, protetto da una cortina di discrezione che appariva quasi anacronistica nell’epoca dei cardinali “papabili” trasformati in personaggi mediatici. Nessuna campagna, nessun tifo organizzato, nessuna fuga in avanti. Eppure, dodici mesi dopo, appare chiaro che proprio quel silenzio raccontava meglio di tutto il tipo di pontificato che sarebbe arrivato.
Leone XIV non rappresenta soltanto il primo papa statunitense della storia. Rappresenta qualcosa di ancora più difficile da definire. Un pontefice americano che però sfugge all’America politica. Un uomo cresciuto nel South Side di Chicago che ragiona da missionario latinoamericano. Un papa che non urla, non divide, non provoca. E che proprio per questo, nel giro di un anno, ha iniziato a cambiare il Vaticano più di quanto molti immaginassero.
Leone XIV e il pontificato nato nel silenzio
Quando i cardinali lo hanno eletto, molti osservatori lo hanno descritto come una figura “di equilibrio”. Una scelta prudente dopo gli anni tumultuosi del pontificato di Francesco. Un amministratore chiamato a calmare le tensioni interne e a riportare collegialità dentro una Chiesa stremata da guerre ideologiche, contrapposizioni e personalismi.
Ma Robert Prevost, mentre tutti cercavano di decifrarlo, osservava.
Per mesi ha parlato poco. Ha mosso pochissimo. Ha ascoltato cardinali, vescovi, diplomatici, uomini della Curia e missionari. Poi, terminato il Giubileo voluto da Francesco, ha iniziato lentamente a ridisegnare gli equilibri del potere ecclesiastico. Lo ha fatto senza epurazioni, senza clamore e senza ribaltoni teatrali. È questa forse la vera novità del suo pontificato. Leone XIV non governa attraverso gli shock mediatici. Governa attraverso la ricostruzione.
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