Il Qatar diventa il tallone d’Achille dell’Italia: i danni a Ras Laffan mettono a rischio forniture di gas
A differenza di Francia, Spagna e Portogallo, che puntano su nucleare e rinnovabili, il Bel Paese paga già caro l’aumento dei prezzi energetici, con l’elettricità in crescita del 12% e il gas europeo del 65%
C’è un paradosso tricolore dentro la nuova crisi globale dell’energia: mentre il governo prova a rassicurare, la geografia del disastro ci mette in prima fila. Non perché siamo gli unici a pagare il conto del caos in Medio Oriente, ma perché siamo tra quelli che hanno meno margine per assorbirlo. Reuters, sulla base dei dati del sistema energetico europeo, descrive l’Italia come il Paese più dipendente dal gas tra le grandi economie dell’Unione: circa il 38% del nostro mix energetico arriva da lì, una quota superiore a quella di molti partner europei. Ed è proprio il gas il combustibile che oggi si trova nel punto più sbagliato possibile della storia.
Il problema, infatti, non è più soltanto il prezzo del petrolio che sale. È la struttura dell’offerta che si sta incrinando. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, ha definito questa guerra “la più grande minaccia alla sicurezza energetica globale della storia”, avvertendo che anche se il conflitto finisse presto servirebbero più di sei mesi per riportare alla normalità i flussi di petrolio e gas dal Golfo. Secondo il Financial Times e Reuters, tra blocco dello Stretto di Hormuz e attacchi alle infrastrutture energetiche, è stata colpita una quota enorme dell’energia mondiale, ben oltre gli shock degli anni Settanta.
Perché l’Italia è la più vulnerabile allo choc energetico
L’Italia ha costruito negli ultimi anni una strategia di uscita dalla dipendenza russa puntando molto sul gas naturale liquefatto e sulla diversificazione delle forniture. In teoria era una scelta prudente. In pratica oggi quella rete mostra tutta la sua fragilità, perché una parte cruciale del nuovo equilibrio passa dal Qatar. Reuters riferisce che l’Italia importa dal Qatar 6,4 miliardi di metri cubi di gas l’anno, circa il 10% del suo consumo complessivo.
E proprio il Qatar è stato colpito nel suo snodo energetico più importante, Ras Laffan, con danni che hanno già costretto QatarEnergy a dichiarare la forza maggiore su contratti di lungo periodo destinati anche all’Italia.
Qui si capisce perché Moody’s e gli analisti guardino a Roma con particolare preoccupazione. Se il gas manca o si riduce, l’Italia soffre più di altri perché lo usa in modo più esteso per produrre elettricità, per alimentare l’industria e per tenere in piedi una parte consistente del proprio equilibrio economico. Reuters nota che, mentre Paesi come Francia, Spagna e Portogallo hanno alleggerito la loro esposizione grazie a nucleare e rinnovabili, l’Italia resta molto più sensibile a ogni scossa del mercato del gas. Non è teoria: nel 2026 i prezzi dell’elettricità in Italia sono già saliti di oltre il 12%, spinti anche dal balzo del 65% del gas europeo. Leggi l’articolo completo su LaCapitale News.