Immagina un mondo senza Imagine: Giorgia Meloni c’è riuscita
Quando si cerca di evangelizzare le folle con un mantra fatto di "Dio, patria e famiglia" una canzone che sogna un mondo senza confini suona come una minaccia. E Serena Dandini commenta con ironia
di Luca Varani
Era il lontano 2020 quando Giorgia Meloni, allora leader dell'opposizione, decideva di far sapere al mondo che Imagine di John Lennon non la emozionava affatto. E non per questioni musicali, no. Il problema era semmai il testo: troppo globalista, troppo utopistico, troppo... senza confini! Insomma, roba da radical chic con la chitarra, gli zoccoli di legno e il berretto di lana in estate. «È l'inno dell'omologazione mondialista!», tuonava la futura premier. Mentre probabilmente un fan dei Beatles, in qualche parte del mondo, in quel preciso momento soffocava dignitosamente un singhiozzo.
Serena Dandini: «Ma davvero vi sorprende?»
A ripescare questa perla ci ha pensato Serena Dandini che, con il suo consueto sarcasmo, ha commentato: «Non mi meraviglia che non le piaccia questa canzone». Eh già, perché davvero qualcuno si aspettava che una figura politica che fa del nazionalismo il proprio cavallo di battaglia potesse apprezzare un testo che immagina un mondo senza barriere, senza religione, senza divisioni? Ma che, scherziamo? D'altronde si sa che il triplete Dio, Patria e Famiglia batte sempre Pace, Amore e Fratellanza…
Il pezzo in questione
Pubblicato l'11 ottobre 1971 come estratto dall'album omonimo, si tratta del brano più celebre e rappresentativo dell'artista fra quelli realizzati durante la sua carriera da solista, dopo la fantastica epopea Beatles. Co-prodotto con la moglie Yōko Ono insieme al produttore discografico Phil Spector, Imagine venne inciso nello studio casalingo di Lennon a Tittenhurst Park. Nonostante originariamente fosse accreditato ufficialmente al solo Lennon, poco tempo prima del suo assassinio il cantante riconobbe il contributo basilare della Ono come ispiratrice del concetto dietro a Imagine.
Ammettendo che all'epoca non si era sentito ancora così maturo da inserire anche il suo nome fra gli autori. Si stima che il 45 giri (nelle due edizioni del 1971 e 1975 con al lato B rispettivamente It's So Hard e Working Class Hero), abbia venduto oltre 1,6 milioni di copie nel solo Regno Unito. Nel 1985, una zona del Central Park di New York è stata dedicata a Lennon con il nome Strawberry Fields Memorial, dove si può ammirare un mosaico permanente con la scritta "Imagine".
Lennon si rivolta nella tomba
John Lennon, dal suo mondo senza confini (o almeno speriamo per lui...), probabilmente sta osservando la situazione con un mix di disappunto ed ironico divertimento. Del resto, Imagine non è mai stato un brano neutro: o lo si ama o lo si odia. E se la premier lo boccia, forse significa che il buon John aveva ragione. Ma c'è da dire che, se ci guardiamo intorno, forse il problema non è la canzone in se stessa, ma semmai la realtà che la circonda. E chissà, magari un giorno ci sarà un leader che invece di abbattere le utopie, proverà a renderle realtà. E, come si dice in stile social... condividi questo articolo se anche tu canti Imagine sotto la doccia! Invece, se sei tra quelli che "no confini, no party"... tranquillo/a, c'è sempre My way di Frank Sinatra.