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26/08/2026 ore 07.37
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In un comune abruzzese la benzina la vende il Comune e costa quasi 30 centesimi in meno

Succede a Valle Castellana, in provincia di Teramo. La benzina viene venduta a circa 1,75 euro al litro, mentre il diesel è intorno a 1,89 euro. Così l’amministrazione ha salvato l’unica pompa di carburante dal rischio di chiusura

di Riccardo Montanaro

In un piccolo Comune abruzzese l’amministrazione ha salvato l’unica pompa di carburante dal rischio di chiusura. Oggi benzina e diesel costano sensibilmente meno (benzina 1,75 euro al litro, diesel 1,89 euro) e gli incassi del distributore sono aumentati da 75mila a circa 500mila euro in un anno.

E così il distributore di benzina è diventato un servizio pubblico. Il Comune, invece di guadagnare sul prezzo del carburante ha scelto di venderlo praticamente a prezzo di costo.

Succede a Valle Castellana, in provincia di Teramo, poco più di 800 abitanti distribuiti in una quarantina di frazioni, in un territorio montano segnato negli ultimi anni dal terremoto, dallo spopolamento e dalla progressiva perdita dei servizi.

La storia comincia nel 2022, quando l’unico distributore del territorio rischia di chiudere perché non è più economicamente conveniente. Per gli abitanti sarebbe un altro servizio essenziale perduto: per fare rifornimento, in alcuni casi, sarebbe stato necessario percorrere decine di chilometri.

L’amministrazione guidata dal sindaco Camillo D’Angelo decide allora di intervenire. Ma con una precisazione importante: il Comune non compra l’impianto. Dalla documentazione ufficiale risulta che lo prende in locazione, con un contratto decorrente dal 20 marzo 2022, e ne assume direttamente la gestione. Il canone previsto per il 2026 è di 5 mila euro.

Da quel momento il Comune acquista il carburante e lo vende attraverso l’impianto self-service, rinunciando sostanzialmente al margine commerciale. Una scelta pensata innanzitutto per mantenere in vita il servizio e calmierare i prezzi.

Oggi alla pompa la benzina viene venduta a circa 1,75 euro al litro, mentre il diesel è intorno a 1,89 euro. Secondo i dati riportati sulla base delle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 23 agosto la media regionale abruzzese del self-service era di circa 2,011 euro per la benzina e 2,132 per il gasolio. La differenza arriva dunque a circa 24-26 centesimi al litro rispetto alla media regionale.

Il risparmio non riguarda soltanto i residenti. Al distributore fanno rifornimento pendolari, lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma, imprese locali e turisti che raggiungono le montagne della zona. La convenienza del prezzo ha finito così per attirare anche automobilisti provenienti dai territori vicini.

E qui arriva l’aspetto più sorprendente della storia.

Secondo quanto riferito dal sindaco, le entrate del distributore sono passate da circa 75 mila euro nel 2024 a 500mila euro nel 2025, con una previsione ancora migliore per il 2026.

Non significa, però, che il Comune abbia guadagnato 500mila euro. Si tratta degli incassi complessivi, non dell’utile. L’amministrazione deve infatti sostenere il costo del carburante, oltre a energia elettrica, manutenzione, videosorveglianza e altri oneri di gestione. Il distributore è self-service e quindi non richiede personale fisso.

La rapina al distributore: la parabola delle accise e la resa del governo. A pagare il conto sono sempre i cittadini  

La crescita degli incassi dimostra però che l’operazione ha prodotto un effetto inatteso: più il prezzo è conveniente, più aumenta il numero di automobilisti che scelgono quella pompa.

Quando fu inaugurato nel maggio 2022, il sindaco spiegò che l’obiettivo era duplice: impedire la chiusura di un servizio fondamentale e garantire carburanti a prezzi calmierati rispetto al territorio circostante.

Quattro anni dopo, quella che era nata come una soluzione quasi obbligata per un piccolo Comune delle aree interne è diventata un caso nazionale.

La cosiddetta “benzina del sindaco” non è dunque una formula magica contro il caro-carburante e non significa che un Comune possa semplicemente aprire un distributore e fare concorrenza ai privati. Valle Castellana aveva un impianto già esistente, un’esigenza concreta di servizio pubblico e condizioni particolari che hanno reso possibile l’operazione.

Ma la vicenda racconta qualcosa di importante sulle aree interne italiane. Un Comune può decidere di intervenire quando un servizio essenziale rischia di scomparire. E, in questo caso, la scelta di mantenere basso il prezzo non ha prodotto soltanto un vantaggio per i cittadini: ha attirato nuovi clienti e moltiplicato i volumi dell’attività.

Il sindaco ha raccontato che altri Comuni, tra cui Castelli, sempre nel Teramano, hanno già chiesto informazioni per capire se sia possibile seguire lo stesso percorso.

La vera lezione di Valle Castellana, allora, forse non riguarda soltanto la benzina. Riguarda il modo in cui si possono difendere i servizi nei piccoli Comuni: non aspettando che scompaiano, ma provando a trasformare una necessità in un’opportunità.

E in un’Italia dove molte aree interne continuano a perdere abitanti, negozi e servizi, anche una piccola pompa di benzina può diventare una questione di sopravvivenza.