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07/05/2026 ore 18.21
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Inchiesta arbitri, la Procura di Milano indaga su un presunto incontro tra Rocchi e manager dell’Inter

L’incontro ipotizzato dagli inquirenti sarebbe avvenuto a San Siro per una sospetta “combine”. Giorgio Schenone (non indagato) sarà sentito dal pm che non può trasmettere gli atti alla Procura della Figc: sono coperti da segreto

di Redazione Cronaca

L'ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Milano, nell'inchiesta sul sistema arbitrale, è che all'ormai noto incontro "presso lo stadio San Siro" del 2 aprile 2025 per una presunta "combine" su due designazioni arbitrali, contestate all'ormai ex designatore Gianluca Rocchi indagato e autosospeso, avrebbe preso parte anche Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter, il quale non risulta indagato e dovrebbe essere ascoltato domani dai magistrati e dalla Gdf.

A Rocchi, in particolare, nel filone sulle designazioni pilotate, viene imputato di avere, "in concorso con altre persone", combinato o "schermato", a San Siro durante l'andata della semifinale di Coppa Italia Milan-Inter, la "designazione del direttore di gara" Daniele Doveri, mettendolo a dirigere la semifinale di ritorno per "assicurare" che lo stesso Doveri, "poco gradito" all'Inter, non arbitrasse l'eventuale finale e il resto delle partite di campionato dei nerazzurri della scorsa stagione.

Inchiesta arbitri, nelle intercettazioni su Rocchi le «pretese» dei club: pm indagano su rapporti con manager Inter

Sempre al Meazza si sarebbe deciso che il "gradito" Andrea Colombo arbitrasse Bologna-Inter del 20 aprile dello scorso anno. Agli atti, come già si era saputo, tra le intercettazioni ce n'è una, sempre dell'aprile 2025, tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso e indagato, su sospette pressioni e sul presunto incontro allo stadio per la "combine", in cui si faceva riferimento a tale "Giorgio". Ricostruendo con intercettazioni e testimonianze i contatti di Rocchi, gli inquirenti lavorano all'ipotesi che all'incontro potrebbe aver preso parte anche Schenone. L'indagine, però, punta a stabilire se quelle presunte "pretese" avanzate nei confronti del designatore possano configurare la frode sportiva. Mentre dal punto di vista della giustizia sportiva si è saputo che il pm Maurizio Ascione, essendo l'indagine ancora coperta da segreto investigativo, al momento non può trasmettere gli atti alla Procura della Figc. Domani, oltre a Schenone, dovrebbero essere ascoltati altri testimoni.