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25/09/2026 ore 11.39
Italia Mondo

Intercettazioni, scontro tra Forza Italia e Meloni: gli azzurri puntano ad accelerare sul ddl Zanettin ma Fdi fa muro

Il vero terreno del contendere riguarda i poteri dei magistrati, l’utilizzo delle conversazioni captate nelle indagini di mafia e terrorismo e il ruolo degli avvocati nella selezione dei dati contenuti nei cellulari

di Luca Arnaù

Telefoni roventi nella maggioranza, ma questa volta non è soltanto un modo di dire. Il nuovo terreno di scontro tra Forza Italia e Fratelli d’Italia sono proprio gli smartphone degli indagati, le intercettazioni e i limiti entro i quali magistrati e investigatori possono utilizzare conversazioni e dati raccolti durante le inchieste.

Una battaglia apparentemente tecnica che nasconde una divisione politica ormai evidente sulla giustizia. Da una parte Forza Italia, intenzionata ad accelerare sul ddl Zanettin e a rafforzare le garanzie per gli indagati; dall’altra Fratelli d’Italia, che teme di introdurre vincoli troppo rigidi soprattutto nelle indagini sulla criminalità organizzata e sul terrorismo.

Gli azzurri hanno provato a rompere lo stallo chiedendo che il provvedimento arrivasse direttamente in Aula alla Camera, anche senza avere completato l’esame degli emendamenti in commissione Giustizia e senza mandato al relatore. FdI ha detto no: il testo deve completare il suo percorso in commissione.

Dietro il confronto procedurale si nasconde però una questione molto più pesante. Con la sessione di bilancio ormai alle porte, ogni ulteriore rinvio riduce gli spazi parlamentari disponibili e Forza Italia teme che il provvedimento possa finire definitivamente impantanato.

Forza Italia vuole cambiare le regole sul sequestro degli smartphone

Il ddl interviene su uno degli strumenti investigativi più delicati dell’era digitale: il sequestro del telefono cellulare.

Uno smartphone oggi non contiene soltanto telefonate e messaggi. Può custodire fotografie, conversazioni private, documenti, dati bancari, spostamenti, contatti, cronologie di navigazione e anni di vita personale. Proprio per questo Forza Italia sostiene che l’accesso degli investigatori debba essere sottoposto a garanzie più stringenti. Continua a leggere su LaCapitalenews.it