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08/05/2026 ore 12.05
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Iran, la tregua resiste ma è un gigante di carta. Trump: «Senza un accordo sul nucleare colpiremo ancora»

Il cessate il fuoco resta formalmente in vigore, ma l’incertezza regna sovrana. Il tycoon: «Nelle ultime ore abbiamo risposto ad attacchi iraniani non provocati». Droni e missili anche sugli Emirati Arabi

di Redazione

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta formalmente in vigore, ma il clima in Medio Oriente continua a essere estremamente instabile. Nelle ultime ore si sono moltiplicati attacchi, accuse reciproche e dichiarazioni dai toni durissimi, mentre l’amministrazione americana prova a mantenere aperto il canale negoziale con Teheran senza rinunciare alla linea della fermezza.

A rilanciare la tensione è stato il presidente americano Donald Trump, che ha ribadito come la tregua sia ancora valida, pur avvertendo l’Iran che gli Stati Uniti sono pronti a reagire con maggiore forza in assenza di un accordo rapido sul dossier nucleare. Il tycoon ha parlato dopo le accuse iraniane relative a presunti attacchi americani contro imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per gli equilibri energetici mondiali.

Secondo il comando statunitense, le forze Usa avrebbero intercettato “attacchi iraniani non provocati”, rispondendo poi con operazioni definite di autodifesa. Una versione contestata da Teheran, che continua ad accusare Washington di avere violato gli impegni assunti con il cessate il fuoco.

Nel frattempo, la crisi si è estesa anche agli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa emiratino ha annunciato che le proprie difese aeree sono entrate in azione contro missili e droni provenienti dall’Iran. Gli attacchi sarebbero avvenuti nonostante la tregua ufficialmente in vigore dall’inizio di aprile tra Washington e Teheran.

Il nuovo scambio di ostilità conferma quanto il cessate il fuoco resti fragile e appeso a un equilibrio precario. Già nei giorni scorsi Trump aveva definito le tensioni nello Stretto di Hormuz come semplici “scaramucce”, sostenendo però che Teheran “sa quello che deve fare” per evitare una nuova escalation militare.

Sul fronte diplomatico, il presidente americano ha inoltre rivelato di avere incaricato il segretario di Stato Marco Rubio di affrontare il tema iraniano anche nei colloqui con il Papa, ribadendo la posizione della Casa Bianca contro qualsiasi possibilità che l’Iran possa dotarsi dell’arma nucleare.

A rendere ancora più incandescente il quadro internazionale contribuiscono anche i messaggi provenienti da Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha pubblicato sui social versi attribuiti al poeta arabo Al-Mutanabbi: “Se vedi i denti del leone, non presumere mai che stia sorridendo”, un riferimento interpretato da molti osservatori come un avvertimento rivolto agli Stati Uniti e ai loro alleati regionali.

Nonostante i continui richiami alla diplomazia, il rischio di un nuovo allargamento del conflitto resta dunque concreto. Washington insiste sul fatto che la tregua sia ancora operativa, ma allo stesso tempo prepara possibili nuove risposte militari qualora l’Iran decidesse di non accelerare verso un’intesa.