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22/05/2026 ore 15.31
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Iran, Rutte: «Gli alleati europei della Nato hanno recepito il messaggio degli Stati Uniti»

Il segretario generale della Nato Mark Rutte afferma che gli alleati europei hanno recepito le richieste degli Stati Uniti sulla crisi iraniana, aumentando mezzi e supporto operativo nello Stretto di Hormuz

di Redazione Esteri
Mark Rutte

Gli europei «hanno recepito il messaggio degli Stati Uniti» per quanto riguarda i loro contributi alla crisi iraniana. Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della conferenza stampa al termine della riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza, rispondendo a una domanda sulla delusione espressa dal segretario di Stato Marco Rubio riguardo la mancanza di sostegno agli sforzi statunitensi in Iran quando ha lasciato la ministeriale.

Rutte sottolinea l'avvio dell'iniziativa franco-britannica per la libertà di navigazione come esempio, e spiega che oggi tutti gli alleati erano d'accordo sul fatto che questa sia un principio fondamentale, insieme al fatto che Teheran non possa acquisire una capacità nucleare. «Questo è un principio consolidato della Nato».

La delusione Usa era legata a due cose, spiega: al tempo impiegato dai Paesi europei nell'attuare tutti gli impegni precedentemente assunti riguardo all'utilizzo di basi nel caso di un'operazione Usa altrove, «ma ritengo di essere stato in grado, all'inizio di aprile, di spiegare che gli europei stanno massicciamente facendo quello a cui si sono impegnati». «Poi, per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz e la fase successiva, ora si vede che gli europei stanno recependo il messaggio degli Stati Uniti e stanno preposizionando attrezzature essenziali, navi, sistemi senza equipaggio e ogni tipo di altro contributo» che serviranno nella fase successiva, prosegue il segretario generale della Nato. «E questo è riconosciuto dagli Stati Uniti». Spiegano come non stia a lui parlare in vece di Rubio, Rutte conclude affermando di pensare che «gli alleati europei abbiano chiaramente recepito il messaggio degli americani».