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27/05/2026 ore 07.18
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Iran-Usa, tensione nello Stretto di Hormuz: raid americano nel sud del Paese, Teheran minaccia la risposta

A riaccendere il confronto è stato un attacco americano nell’area di Bandar Abbas, porto strategico affacciato sullo Stretto di Hormuz

di Redazione

Nuova impennata della tensione tra Stati Uniti e Iran mentre i negoziati diplomatici restano in una fase di stallo. A riaccendere il confronto è stato un raid americano nel sud dell’Iran, nell’area di Bandar Abbas, porto strategico affacciato sullo Stretto di Hormuz e sede di una delle principali basi navali iraniane.

Secondo il comando militare statunitense in Medio Oriente, l’operazione avrebbe avuto carattere difensivo e sarebbe stata finalizzata a neutralizzare una minaccia imminente contro le truppe americane nell’area, con obiettivi individuati in un sito di lancio missilistico e in alcune imbarcazioni ritenute destinate alla posa di mine. Una versione immediatamente respinta da Teheran, che ha definito l’azione una “flagrante violazione” del cessate il fuoco, promettendo una reazione.

Il nuovo episodio si inserisce in un contesto già fortemente deteriorato, nonostante i contatti diplomatici non si siano interrotti. Da Washington continuano a filtrare segnali di cauto ottimismo sulla possibilità di un’intesa, ma i principali nodi del confronto restano irrisolti. Sul tavolo c’è un memorandum che punterebbe a prolungare la tregua di altri 60 giorni, favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz e creare le condizioni per affrontare successivamente il dossier nucleare iraniano.

Le distanze, però, rimangono profonde. Tra i punti più delicati c’è lo sblocco degli asset iraniani congelati all’estero, stimati in miliardi di dollari, che Teheran considera una condizione centrale del negoziato. Altro fronte caldo è quello del programma nucleare: Washington insiste sulla consegna dell’uranio arricchito sotto supervisione internazionale, mentre la leadership iraniana continua a rinviare ogni decisione definitiva.

A pesare è anche la questione strategica dello Stretto di Hormuz, crocevia essenziale per il traffico energetico mondiale. Gli Stati Uniti chiedono la riapertura immediata della rotta commerciale, mentre l’Iran valuta formule alternative che potrebbero tradursi in nuove restrizioni economiche alla navigazione. Il raid viene letto dagli osservatori anche come un segnale politico dell’amministrazione Trump, impegnata a ottenere risultati concreti in un dossier sempre più complesso e ad alto rischio geopolitico. Intanto, dal fronte iraniano, arrivano toni sempre più duri, con avvertimenti che lasciano intravedere una possibile escalation ben oltre il perimetro regionale.