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01/03/2026 ore 07.22
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Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran, Trump: «Khamenei è morto ma non ci fermeremo finchè non ci sarà la pace»

La risposta di Teheran, che chiude lo Stretto di Hormuz, si allarga a tutto il Medio Oriente. Il lancio di droni e missili su Arabia Saudita, Bahrain, Qatar Emirati Arabi, 'colpevoli' di ospitare basi americane

di Redazione

Stati Uniti e Israele attaccano l'Iran e uccidono Ali Khamenei. I raid colpiscono Teheran e eliminano la Guida Suprema della repubblica islamica. Khamenei, 86 anni, secondo gli annunci di Israele muore nei bombardamenti massicci che radono al suolo il suo compound.

Il corpo viene ritrovato e le prove della sua uccisione vengono fornite a Donald Trump e a Benjamin Netanyahu: al presidente degli Stati Uniti e al premier israeliano, in particolare, viene mostrata un'immagine. L'eliminazione di Khamenei è l'epilogo di una giornata di guerra totale ma non segna la fine dell'offensiva: «I raid continueranno finché non avremo pace in Medio Oriente», dice Trump.

Trump e l'obiettivo 'regime change'

L'operazione – Furia Epica per gli Usa, Ruggito del Leone per Israele – scatta dopo il fallimento dei negoziati sull'asse Washington-Teheran: Trump non ottiene lo smantellamento del programma nucleare iraniano per via diplomatica e passa all'azione. "L'Iran non avrà mai l'arma nucleare", dice il presidente degli Stati Uniti in un videomessaggio di 8 minuti con cui annuncia l'inizio dell'offensiva e gli obiettivi. Rispetto all'operazione del giugno 2025, quando gli Usa colpirono i siti nucleari, l'attacco del 28 febbraio è più ampio e massiccio e mira a favorire il 'regime change' a Teheran.

«Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese» scrive il presidente americano sul social Truth. «Abbiamo sentito dire che molti dei loro membri» dei pasdaran, «dell'esercito e delle altre forze di sicurezza e di polizia non vogliono più combattere e cercano l'immunità da noi. Ora possono avere l'immunità, poi otterranno solo la morte! Speriamo che la guardia rivoluzionaria e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme come un'unità per riportare il Paese alla grandezza che merita» afferma ancora Trump auspicando una svolta totale e immediata.

«I bombardamenti pesanti e mirati continueranno ininterrottamente per tutta la settimana o per tutto il tempo necessario a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il Medio Oriente e nel mondo» conclude.

Israele colpisce

Israele colpisce circa 500 obiettivi militari, tra basi per il lancio di missili e sistemi di difesa, con 200 caccia che effettuano «il più grande attacco nella storia dell'aeronautica militare» dello stato ebraico. Tel Aviv si concentra su figure di spicco dell'apparato iraniano e ritiene di aver eliminato il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour.

Israele stima "con alta probabilità" di aver ucciso anche Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa dell'Iran e consigliere politico di Khamenei. Gli attacchi colpiscono i centri di potere, strutture militari, installazioni strategiche. Dall'Iran arrivano notizie di esplosioni a Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah, oltre che nella capitale Teheran.

La risposta di Teheran, Medio Oriente in fiamme

La risposta dell'Iran, che chiude lo Stretto di Hormuz, arriva e si allarga a tutto il Medio Oriente. Il lancio di droni e missili, compreso l'ipersonico 'Fatah', non riguarda solo Israele: da Gerusalemme a Tel Aviv, le sirene d'allarme suonano dalla mattina alla notte. Nel mirino di Teheran finiscono Arabia Saudita, Bahrain, Qatar Emirati Arabi, 'colpevoli' di ospitare basi americane, il numero 1 al mondo per traffico, e un hotel sull'isola artificiale di The Palm. A Abu Dhabi si registra una vittima. A Manama viene centrato un edificio residenziale.