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03/05/2026 ore 09.21
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La Flotilla pronta a ripartire verso Gaza: «Saremo ancora di più». Intanto gli attivisti arrestati denunciano violenze

Nel frattempo la delegazione calabrese del movimento riaccende i riflettori sul porto di Gioia Tauro denunciando che «è nuovamente al centro della rotta dei rifornimenti militari diretti verso Israele»

di Redazione

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno intenzione di ripartire e stimano di essere più numerosi di prima. Intanto il team legale si sta muovendo su più fronti con ricorsi in cui chiedono la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, ora in carcere in Israele dove hanno iniziato uno sciopero della fame e denunciano di aver subito violenze. "La Flotilla riparte" ha assicurato stamattina Luca, uno degli italiani imbarcati nella missione, 'ancorata' in questo momento a Creta, collegandosi con un presidio della Global Sumud Italia davanti alla Farnesina. «Abbiamo compagni da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui - ha raccontato - Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia».

Le barche dovrebbero salpare - meteo permettendo - tra due o tre giorni almeno. Ad unirsi alla flotta alcune imbarcazioni dalla Grecia e una ventina dalla Turchia. Dal movimento invitano a una 'mobilitazione permanente', anche con presidi davanti alle ambasciate, finché non verranno rilasciati i due detenuti in Israele che oggi hanno avuto modo di parlare con gli avvocati di Adalah nel carcere di Shikma. A loro hanno parlato di "violenze fisiche" da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare.

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In queste ore si è messo in moto per loro anche il team italiano. Dopo il ricorso presentato ieri alla Procura di Roma, nella notte ne è stato depositato un altro urgente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo contro l'Italia. I legali denunciano una "violazione grave" della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel loro arresto da parte di Israele e ravvedono anche "la responsabilità" dell'Italia «come Stato di bandiera dell'imbarcazione su cui si trovavano al momento della loro intercettazione. Nonostante le autorità fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l'integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione» sostengono. La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, evidenzia che «le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca: è grave non per gli attivisti ma per l'Europa» attacca.

Nel frattempo la delegazione calabrese del movimento (insieme al Coordinamento Calabria per la Palestina, Bds Calabria e gruppo embargo militare) riaccende i riflettori sul porto di Gioia Tauro denunciando che «è nuovamente al centro della rotta dei rifornimenti militari diretti verso Israele».

L’appello di Greta Thunberg

Israele «deve rilasciare immediatamente» Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati e portati nel Paese per essere interrogati: è quanto sostenuto dall'attivista Greta Thunberg in un video pubblicato sul suo profilo Instagram. «È stato confermato che sono stati torturati», ha aggiunto la giovane, ricordando che il primo è un cittadino brasiliano e il secondo un palestinese «con cittadinanza svedese e spagnola» e sostenendo che siano stati «detenuti sulla base di accuse false». Thunberg ha anche invocato interventi "immediati" in loro supporto da parte dei governi di Spagna e Svezia.

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