La Flotilla pronta a ripartire verso Gaza: «Saremo ancora di più». Intanto gli attivisti arrestati denunciano violenze
Nel frattempo la delegazione calabrese del movimento riaccende i riflettori sul porto di Gioia Tauro denunciando che «è nuovamente al centro della rotta dei rifornimenti militari diretti verso Israele»
Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno intenzione di ripartire e stimano di essere più numerosi di prima. Intanto il team legale si sta muovendo su più fronti con ricorsi in cui chiedono la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, ora in carcere in Israele dove hanno iniziato uno sciopero della fame e denunciano di aver subito violenze. "La Flotilla riparte" ha assicurato stamattina Luca, uno degli italiani imbarcati nella missione, 'ancorata' in questo momento a Creta, collegandosi con un presidio della Global Sumud Italia davanti alla Farnesina. «Abbiamo compagni da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui - ha raccontato - Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia».
Le barche dovrebbero salpare - meteo permettendo - tra due o tre giorni almeno. Ad unirsi alla flotta alcune imbarcazioni dalla Grecia e una ventina dalla Turchia. Dal movimento invitano a una 'mobilitazione permanente', anche con presidi davanti alle ambasciate, finché non verranno rilasciati i due detenuti in Israele che oggi hanno avuto modo di parlare con gli avvocati di Adalah nel carcere di Shikma. A loro hanno parlato di "violenze fisiche" da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare.
In queste ore si è messo in moto per loro anche il team italiano. Dopo il ricorso presentato ieri alla Procura di Roma, nella notte ne è stato depositato un altro urgente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo contro l'Italia. I legali denunciano una "violazione grave" della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel loro arresto da parte di Israele e ravvedono anche "la responsabilità" dell'Italia «come Stato di bandiera dell'imbarcazione su cui si trovavano al momento della loro intercettazione. Nonostante le autorità fossero state tempestivamente informate del rischio concreto e imminente per la vita e l'integrità fisica degli attivisti, non è stata adottata alcuna misura effettiva di protezione» sostengono. La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, evidenzia che «le barche erano a 20 miglia da Creta, in acque internazionali ma di competenza greca: è grave non per gli attivisti ma per l'Europa» attacca.
Nel frattempo la delegazione calabrese del movimento (insieme al Coordinamento Calabria per la Palestina, Bds Calabria e gruppo embargo militare) riaccende i riflettori sul porto di Gioia Tauro denunciando che «è nuovamente al centro della rotta dei rifornimenti militari diretti verso Israele».
L’appello di Greta Thunberg
Israele «deve rilasciare immediatamente» Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati e portati nel Paese per essere interrogati: è quanto sostenuto dall'attivista Greta Thunberg in un video pubblicato sul suo profilo Instagram. «È stato confermato che sono stati torturati», ha aggiunto la giovane, ricordando che il primo è un cittadino brasiliano e il secondo un palestinese «con cittadinanza svedese e spagnola» e sostenendo che siano stati «detenuti sulla base di accuse false». Thunberg ha anche invocato interventi "immediati" in loro supporto da parte dei governi di Spagna e Svezia.
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