La tazzina diventa un lusso, caffè fino a 2 euro: stangata del 24% in cinque anni
L’analisi Crc-Assoutenti fotografa la corsa dei listini nei bar italiani. Le quotazioni sui mercati internazionali sarebbero salite del 130%
Il rito italiano per eccellenza rischia di diventare un piccolo lusso quotidiano. Bere un caffè al bar costa sempre di più e in alcune città la tradizionale tazzina ha raggiunto prezzi che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili. In alcuni locali del centro di Merano un espresso arriva a 2 euro, mentre sotto i portici di Bologna si può pagare fino a 1,70 euro.
Non si tratta soltanto di casi isolati. Secondo l’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), realizzata con Assoutenti sui dati ufficiali del Mimit, il prezzo medio del caffè al bar in Italia è arrivato a 1,29 euro, contro 1,04 euro del 2021. In cinque anni l’aumento è stato quindi di 25 centesimi, pari al 24,2%.
Gli esercenti attribuiscono i rincari all’aumento del prezzo del caffè all’ingrosso, ai costi energetici e alle maggiori spese necessarie per gestire i locali. A incidere sulla materia prima ci sono anche le conseguenze dei cambiamenti climatici nei Paesi produttori, mentre le quotazioni del caffè sui mercati internazionali sarebbero aumentate del 130% nell’arco di tre anni.
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