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23/02/2026 ore 09.52
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L’esercito uccide il boss dei narcos, in Messico si scatena il caos: almeno 26 i morti, 27 persone arrestate

Un’ondata di violenze è esplosa dopo l’eliminazione di Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”, il capo del cartello di Jalisco, nel corso di una vasta operazione militare

di Redazione Esteri
epa12770486 Firefighters and members of the Morelia police work at the scene where a vehicle is set on fire by suspected members of organized crime after the killing of Nemesio Oseguera Cervantes, known as El Mencho, leader of the Jalisco New Generation Cartel, in Morelia, Mexico, 22 February 2026. EPA/Ivan Villanueva

Sono almeno 26 al momento i decessi confermati dalle autorità in seguito alle violenze esplose in Messico per l'uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”, il capo del cartello di Jalisco.

Tra le vittime civili figurano una donna al terzo mese di gravidanza e 17 agenti delle forze dell'ordine: quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. Sul fronte criminale si registrano otto decessi. Le forze dell'ordine hanno inoltre arrestato 27 persone: undici per gli episodi di violenza e 14 per i saccheggi ai danni di attività commerciali e istituti di credito.

“El Mencho”, leader della più temuta e violenta organizzazione criminale del Messico ha chiuso la sua carriera criminale sotto i colpi dell'esercito messicano. Sul capo del cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), considerato uno degli indiscussi “baroni della droga” centroamericana, pendeva una taglia di 15 milioni di dollari del governo di Donald Trump, ed era uno dei principali obiettivi di sicurezza tanto del governo di Claudia Sheinbaum come dell'amministrazione statunitense.

L’uccisione del boss

Il boss è stato eliminato nel corso di una vasta operazione militare nello Stato di Jalisco in coordinamento anche con Washington, secondo quanto ha confermato il ministero della Difesa. E nel sud dello Jalisco è scoppiata la violenza nelle strade con caos, incendi e blocchi stradali.

Durante l'operazione che ha portato alla morte del famigerato criminale «il personale militare è stato attaccato - ha affermato Città del Messico - e, per legittima difesa, ha respinto l'aggressione, causando la morte di quattro membri del gruppo criminale Cjng sul posto e il ferimento grave di altri tre, deceduti durante il trasporto aereo a Città del Messico».

Tra questi ultimi si riferisce, c'era anche “El Mencho”. In termini di significato e impatto, la sua morte può essere paragonata solo agli arresti di Ismael “El Mayo” Zambada, nel luglio del 2014, e di Joaquín “El Chapo” Guzmán, i due leader dell'ormai estinto cartello di Sinaloa.

Come loro, “El Mencho” si era costruito una fama di leader implacabile e irraggiungibile alimentata dalla violenza brutale e dallo schiacciante potere esercitato attraverso il Cjng.

La notizia è stata accolta con entusiasmo a Washington: «L'uccisione di El Mencho, uno dei più spietati e sanguinari boss della droga, è una grande notizia per il Messico, gli Stati Uniti, il Sud America e il mondo», ha affermato il vicesegretario di Stato Christopher Landau dicendosi però nel contempo «preoccupato» per le scene di violenza che si stanno susseguendo in Messico.

L'uccisione del leader narcos ha scatenato infatti un'ondata di caos ancora in corso in vari Stati del Paese, tanto che diverse compagnie aree americane, incluse United e Delta, stanno cancellando i voli diretti all'aeroporto di Puerto Vallarta in Messico: lo riporta Cbs, sottolineando che cancellazioni sono state decise anche da Air Canada.

È allerta rossa 

Pablo Lemus, governatore di Jalisco, ha riferito che è stata attivata un'allerta rossa in seguito all'operazione, avvenuta nel Comune di Tapalpa. «Singoli individui hanno incendiato e bloccato le strade con veicoli per ostacolare l'azione delle autorità - ha affermato - Ho ordinato la convocazione immediata di una task force di sicurezza con autorità di tutti e tre i livelli di governo e l'attivazione dell'allerta rossa per prevenire atti contro la popolazione».

Allerta anche nel confinante Stato del Michoacan: il governatore Alfredo Ramirez Bedolla ha avviato un'operazione di sorveglianza su tutto il territorio per reagire ai disordini scoppiati dopo l'eliminazione del boss. Al porto di Manzanillo, il più importante del Messico, sono state sospese le operazioni dell'ufficio doganale. Anche il governo degli Stati Uniti ha pubblicato un comunicato dove chiede ai suoi concittadini negli Stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán e Nuevo León di «rimanere in casa a causa delle operazioni di sicurezza in corso, dei relativi blocchi stradali e delle attività criminali».

Lezioni sospese in diversi stati messicani

Le autorità messicane hanno annunciato la sospensione delle lezioni scolastiche in presenza in diverse regioni del Paese a seguito delle violenze. Secondo quanto riferisce Milenio, gli stati che hanno implementato la sospensione delle lezioni sono Jalisco, Michoacán, Colima, Querétaro, Nayarit, Guanajuato e alcune aree di Veracruz e Oaxaca.

Farnesina: «Evitare spostamenti non essenziali in Messico»

«Messico: operazioni di sicurezza. Si registrano scontri e operazioni di sicurezza in diversi Stati: si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, evitando spostamenti non essenziali. L'Ambasciata d'Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero 00525554372596, per gravi emergenze». Lo riporta il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.

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