Medicina, Bernini: «In 50mila non perderanno l’anno, un tempo esclusi 80mila. La riforma non è un flop»
La ministra dell’Università ha snocciolato i numeri in un incontro nella sede della Conferenza dei rettori a Roma: 25mila studenti si potranno immatricolare in un corso di area medica
In base ai dati emersi sul semestre aperto per l'accesso ai corsi di Medicina il nuovo modello sta consentendo l'immatricolazione in un corso di area medica o affine ad almeno 25.000 studenti e offre ad altri 25.000 la possibilità di orientarsi verso un percorso di studi alternativo, senza perdere l'anno accademico. È uno degli elementi illustrati dal ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha avuto oggi un incontro con i rettori degli atenei italiani nella sede della Crui.
Per quanto riguarda gli idonei a Medicina, sono nello specifico 22.688 e 17.278 i posti disponibili. Quindi, con la modifica introdotta dal ministero dell'Università proprio per carenza di candidati che avevano superato tutte e tre le prove, ora non solo verranno coperti tutti i posti disponibili, ma ci sono più candidati: circa 5 mila dovranno scegliere corsi affini. Agli ammessi a Medicina vanno sommati i 1.535 per Veterinaria e i 1.072 per Odontoiatria.
Nel corso della riunione è stato inoltre richiamato il confronto con gli anni precedenti, quando l'accesso era regolato dal test d'ingresso e, a fronte di oltre 90.000 domande e di circa 10.000 posti disponibili, venivano di fatto esclusi ogni anno dall'ingresso a Medicina circa 80.000 studenti. «I numero di di Medicina a tutto corrispondono fuorchè ad un flop, sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futura. La riforma funziona», ha detto Bernini ai giornalisti.
L'appuntamento è servito - a quanto si apprende - anche ad illustrare le misure dedicate al settore contenute in legge di Bilancio: il Fondo per la Programmazione della Ricerca, che consente una programmazione triennale stabile dei finanziamenti alla ricerca pubblica con una dotazione di 1,5 miliardi; la stabilizzazione dei Prin come bandi annuali con una dotazione minima di 150 milioni l'anno; 3 milioni di euro per il potenziamento dell'Erasmus italiano, il programma di mobilità nazionale degli studenti; una misura per garantire il raggiungimento di 60mila posti letto per studenti universitari a valere dei fondi Pnrr; lo stanziamento di 56,4 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 per rafforzare la ricerca scientifica nel Mezzogiorno; l'istituzione di una centrale unica di committenza per la ricerca per rendere più efficienti e rapidi gli acquisti di università ed enti di ricerca; 60 milioni di euro per un piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca, con particolare riferimento a quello assunto con il Pnrr.