Migliaia di migranti a nuoto a Ceuta, Meloni: «Valutiamo la sospensione dello spazio Schengen»
Hanno raggiunto il territorio spagnolo attraversando il confine con il Marocco. La premier: «L’Italia non resterà a guardare, difenderemo i confini»
L'Italia sta valutando la sospensione dello spazio Schengen nei confronti della Spagna dopo la crisi migratoria che ha interessato Ceuta, l'exclave spagnola situata in Africa. Nelle ultime ore migliaia di persone hanno raggiunto il territorio spagnolo attraversando il confine con il Marocco. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha riferito sui social di aver avuto un confronto con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, annunciando la convocazione degli organismi competenti per valutare la situazione. «L'Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti e, all'esito di queste riunioni, siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna», ha scritto la premier.
«Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei», afferma la premier nel post. «Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo».
Anche Tajani d’accordo con la linea della premier: «Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani», afferma su X il vicepremier e ministro degli Esteri.
«Ho affrontato anni di processo, rischiando sei anni di carcere, per aver protetto i confini del mio Paese. Sánchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini», scrive Matteo Salvini sui social.
Cosa è successo
Migliaia di persone dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate nell'exclave spagnola in Africa. El Mundo fa riferimento a oltre 20mila migranti. Molti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto. La Guardia Civil e i servizi di emergenza, sopraffatti, sono riusciti a prestare soccorso solo ai feriti, spiega il quotidiano. Il centro d'accoglienza è saturo e non è in grado di gestire gli arrivi in massa. «Siamo sopraffatti, siamo sull'orlo del collasso», l'allarme degli agenti della polizia Nazionale e della Guardia Civil di stanza a Ceuta, come riportano i media.
«Il governo è totalmente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. È il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione», le parole del premier Pedro Sanchez in un post su X. Sanchez domani sarà a Ceuta.
La Spagna ha annunciato l'invio di soldati a Ceuta per garantire la sicurezza. «Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell'esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altra misura necessaria per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta», riporta un comunicato del ministero dell'Interno. Le unità incaricate del controllo delle frontiere a Ceuta hanno recuperato dal mare i corpi senza vita di dieci persone nelle ultime 24 ore.
Intanto centinaia di cittadini si sono riuniti nella giornata in Plaza de los Reyes, di fronte alla sede del governo a Ceuta, per protestare contro il massiccio afflusso di migranti in città e la gestione della crisi da parte delle varie amministrazioni. La manifestazione, organizzata tramite i social media, è cresciuta nel corso della giornata. Dal primo pomeriggio, Plaza de los Reyes, dove la sede del Governo ha allestito un centro di coordinamento per monitorare la situazione, è diventata il principale punto di ritrovo dei manifestanti, che chiedono una risposta più decisa alla crisi migratoria che sta colpendo Ceuta.