Notte di terrore in Ucraina: lanciato per la prima volta l’Oreshnik, il supermissile ipersonico progettato da Mosca
L’attacco su Kiev segna un nuovo salto nello scontro: il Cremlino alza la pressione sull’Europa mostrando la propria capacità strategica a lungo raggio
Notte di terrore in Ucraina. Un massiccio e devastante attacco russo ha colpito Kiev. Ma ciò che più preoccupa è l’utilizzo dell’Oreshnik, il supermissile ipersonico progettato da Mosca anche per attacchi strategici a lungo raggio contro l’Europa.
Si tratta di un’arma concepita per trasportare anche testate nucleari e capace di colpire obiettivi a velocità impressionanti, riducendo drasticamente i tempi di reazione delle difese.
L’avvertimento del Cremlino appare sempre più chiaro: la Russia non vuole mostrare debolezza mentre in Ucraina la guerra continua e gli attacchi di Kiev colpiscono sempre più in profondità il territorio russo. Putin sta bussando alle porte dell’Europa con il linguaggio più brutale che conosca: quello dei missili.
L’Oreshnik non è soltanto un’arma. È un messaggio politico e militare rivolto alle capitali europee. Un’intimidazione che punta a mettere sotto pressione governi, opinioni pubbliche e sistemi di difesa.
La guerra russa cambia volto e rischia di allargare il proprio raggio di minaccia. L’obiettivo non è soltanto terrorizzare l’Ucraina, ma colpire la stabilità europea, alimentare paura, tensioni e divisioni tra i 27 Paesi dell’Unione Europea.
La vera minaccia dell’Oreshnik non è solo la sua potenza distruttiva, ma il tempo minimo di reazione che lascia. Quando un missile può raggiungere il bersaglio in pochi minuti, la deterrenza cambia volto e la sicurezza diventa una corsa contro il tempo.
È anche su questo terreno psicologico che Putin prova a vincere: non soltanto sul campo di battaglia, ma nella mente dei governi europei.
Ora la domanda è una sola: cosa farà l’Europa?
L’Europa continua a muoversi con una cautela che somiglia sempre più a impotenza. Di fronte a una Russia che alza sistematicamente il livello dello scontro, l’Unione Europea appare divisa, troppo poco capace di una strategia forte e autonoma.
Il punto politico è questo: il vero obiettivo del Cremlino è far vivere l’Europa in una condizione di allarme permanente, dove la paura diventa metodo e l’instabilità diventa arma. Costringendo così i 27 a intervenire su Kiev per trattare con Putin, cedendo parti del territorio in cambio della fine della guerra.