Nuova proposta dell’Iran agli Usa su Hormuz e nucleare: da Washington arrivano segnali di chiusura
Secondo la Cnn, Trump avrebbe accolto con freddezza il piano di Teheran, che chiede la revoca del blocco marittimo statunitense dicendosi disponibile in cambio a discutere dell’arricchimento dell’uranio
Resta incerto il futuro dei negoziati per tentare di porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran anche nella giornata di oggi. Sul tavolo c’è una nuova proposta avanzata da Teheran a Washington per provare a riaprire il dialogo diplomatico, mentre da parte americana filtrano segnali di chiusura.
Secondo quanto riferisce Cnn, l’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump avrebbe accolto con freddezza il piano iraniano, lasciando intendere di non essere orientata ad accettarlo. Un possibile stop che rischia di allontanare ulteriormente la prospettiva di un cessate il fuoco e di una ripresa dei colloqui.
La proposta di Teheran
Il piano presentato dall’Iran ruota attorno a due nodi centrali della crisi: il blocco navale imposto dagli Stati Uniti e la questione nucleare.
Teheran chiede innanzitutto la revoca del blocco marittimo statunitense. In cambio, si dice disponibile a discutere in una fase successiva del tema dell’arricchimento dell’uranio, ma solo a condizione che venga riaperto lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale e snodo decisivo per gli equilibri regionali.
Una proposta che punta quindi a separare le misure immediate di de-escalation dalle trattative più complesse sul programma nucleare iraniano.
Teheran attacca Washington
Nel frattempo, dall’Iran arrivano nuove dichiarazioni contro gli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di imporre la loro politica a nazioni indipendenti», ha affermato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaei-Nik, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.
Lo stesso portavoce ha aggiunto che Washington dovrebbe «accettare di dover abbandonare le sue richieste illegali e irragionevoli».
Parole che confermano il clima di forte tensione politica e diplomatica tra i due Paesi.
Effetti economici: carburanti in rialzo e tagli ai voli
Il conflitto continua intanto ad avere ripercussioni sui mercati internazionali. L’impennata dei prezzi dei carburanti, legata ai timori per la sicurezza delle rotte energetiche nella regione, sta mettendo sotto pressione il settore del trasporto aereo.
Diverse compagnie low cost starebbero correndo ai ripari con una revisione dei piani operativi e con il taglio di alcuni voli, nel tentativo di contenere i costi crescenti legati al carburante.
Scenario ancora aperto
La giornata del 28 aprile si chiude quindi senza passi avanti decisivi. Da una parte l’Iran prova a rilanciare il negoziato mettendo al centro Hormuz e il dossier nucleare, dall’altra gli Stati Uniti sembrano mantenere una linea rigida. Con il rischio che lo scontro continui a riflettersi non solo sul piano militare, ma anche sull’economia globale.