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30/07/2026 ore 21.10
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Omicidio Simonetta Cesaroni, nuove indagini dopo 36 anni: analisi sul Dna di 7 persone finora mai coinvolte

Si tratterebbe di 5 uomini e 2 donne, alcuni sono professionisti di alto livello. I loro profili genetici vengono confrontati con le tracce biologiche repertate sugli indumenti della ventenne assassinata il 7 agosto 1990 negli uffici di via Poma

di Luca Arnaù

Trentasei anni dopo l’omicidio di Simonetta Cesaroni, la procura di Roma tenta una delle ultime e più importanti carte investigative. I carabinieri del Ris stanno infatti confrontando il Dna di sette persone mai finite sotto inchiesta con le tracce biologiche repertate sugli indumenti della ventenne assassinata il 7 agosto 1990 negli uffici di via Poma. Una svolta che allarga il perimetro delle indagini e conferma la volontà degli inquirenti di verificare ogni elemento rimasto finora inesplorato.

L’inchiesta resta formalmente a carico di ignoti, ma il nuovo fronte investigativo dimostra come la magistratura non consideri ancora esaurite le possibilità offerte dalle moderne tecniche scientifiche. Dopo oltre tre decenni, il Dna torna così al centro del caso che continua a rappresentare uno dei più grandi misteri della cronaca giudiziaria italiana.

Sette nuovi profili genetici al vaglio dei Ris

Il 4 giugno scorso la procura ha disposto un accertamento tecnico irripetibile affidato ai carabinieri del Ris. L’attività riguarda cinque uomini e due donne mai coinvolti formalmente nell’inchiesta. Secondo quanto emerso, tra loro figurano cinque professionisti, uno dei quali ricopre un ruolo di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma.

I loro profili genetici sono stati acquisiti in modo riservato e ora vengono confrontati con le tracce biologiche isolate sul corpetto, sul reggiseno e sui calzini di Simonetta Cesaroni. Continua a leggere su LaCapitale