Padova in lacrime per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi: l’handbike sull’altare per celebrare le sue gesta
Duemila persone alla basilica di Santa Giustina per i funerali del quattro volte oro paralimpico. Moglie e figlio commossi intorno alla bara bianca, don Pozza: «Mi ha reso un uomo migliore»
La basilica di Santa Giustina, nel cuore di Prato della Valle, ha accolto questa mattina i funerali di Alex Zanardi. Il feretro, racchiuso in una bara bianca, è arrivato alle 11:00 accompagnato dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò, che hanno salutato la folla raccolta sotto la pioggia con le mani giunte in segno di gratitudine.
Oltre duemila persone avevano già riempito la chiesa dalle 9 del mattino. Ad aprire il corteo funebre gli atleti di Obiettivo3, l'associazione fondata dallo stesso Zanardi per diffondere la pratica della handbike tra le persone con disabilità. Sotto l'altare è stata collocata la sua handbike, normalmente custodita al vicino museo della Medicina.
Tra i presenti, volti noti dello sport e delle istituzioni: il cantante Gianni Morandi, la campionessa paralimpica Bebe Vio, Alberto Tomba, il presidente della FIA Stefano Domenicali, l'ex presidente del CONI Giovanni Malagò. In rappresentanza delle istituzioni, il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore.
A celebrare il rito funebre don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova e amico storico di Zanardi. «Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex», ha detto prima della cerimonia. «Non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma un uomo migliore. E questo è ciò che conta».
Tra i presenti anche Julio Gonzalez, ex calciatore paraguaiano del Vicenza che nel 2005 perse un braccio in un incidente stradale. «Zanardi venne a trovarmi in ospedale e mi diede una carica incredibile», ha raccontato commosso.
Zanardi era ricoverato da tre anni in una struttura assistenziale specializzata, dopo che le conseguenze dell'incidente di Pienza del 2020 ne avevano compromesso irreversibilmente le condizioni. Quattro ori paralimpici, una carriera in Formula 1 e una storia di rinascita diventata simbolo universale: questo lascia il campione bolognese.
La famiglia ha scelto il massimo riserbo, escludendo le dirette televisive. Per chi non è riuscito a entrare in chiesa, il Comune ha allestito un maxischermo in Prato della Valle, una delle piazze più grandi d'Europa, per seguire la cerimonia in tempo reale.