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20/01/2026 ore 20.35
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Padre dona due organi alla figlia di 7 anni, è il primo trapianto combinato da vivente in Italia

Sono arrivati dalla Serbia all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo previa richiesta del ministero della Salute del loro Paese. La piccola soffriva di una rara malattia genetica che la costringeva a lunghe sedute di dialisi fin dall’età di 4 anni

di Redazione Cronaca

Un cittadino serbo di 37 anni è la prima persona nel nostro Paese ad aver donato in vita due organi in simultanea (trapianto combinato). Sua figlia Sofija (il nome è di fantasia), di 7 anni, ha ricevuto un rene e una porzione di fegato dal papà.

Padre e figlia stanno bene e sono stati dimessi dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ieri. La bimba soffriva da tempo di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, e che la costringeva alla dialisi fin dall'età di 4 anni.
La piccola resterà a Bergamo per i controlli per i prossimi mesi, ma potrà condurre una vita regolare. A causa della sua malattia era in dialisi da quando aveva 4 anni, una dialisi peritoneale domiciliare che durava dalle 13 alle 18 ore al giorno, poi la necessità di ricorrere all'emodialisi ha limitato ulteriormente i movimenti della piccola, legata a sedute di dialisi eseguite a giorni alterni.
Il quadro, spiegano dall'ospedale, si è complicato dallo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. «È una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare - ha detto il papà di Sofija -. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Ora potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei».
Padre e figlia sono giunti al Papa Giovanni previa richiesta del ministero della Salute Serbo. L'iter di un trapianto da donatore vivente in Italia è rigoroso e volto a garantire sia il donatore (che sceglie di donare senza condizionamenti esterni e bene informato sui rischi) ed il ricevente. Alla valutazione di idoneità della coppia è seguito il parere favorevole della Commissione Regionale di Parte Terza e infine il nulla osta della Procura di Bergamo.

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