Papa Leone commissaria l’ospedale di Padre Pio: debiti oltre 220 milioni e nuova stretta del Vaticano
Il pontefice interviene direttamente sulla crisi della Casa Sollievo della Sofferenza: istituita una Commissione con poteri straordinari che potrà modificare statuto e governance della Fondazione. Sullo sfondo una situazione economica pesantissima, tensioni sindacali e rapporti difficili con la Regione Puglia
Il Vaticano rompe gli indugi sulla situazione della Casa Sollievo della Sofferenza, il grande ospedale fondato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo.
Con un chirografo firmato nelle scorse ore, Papa Leone XIV ha deciso di istituire una nuova Commissione di indirizzo e vigilanza dotata di poteri straordinari che, nei fatti, rappresenta una forma di commissariamento della Fondazione che gestisce il policlinico.
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per la struttura sanitaria, da tempo alle prese con una situazione finanziaria molto complessa, vertenze sindacali e tensioni con la Regione Puglia.
Debiti oltre 220 milioni e conti sempre più difficili
Secondo le stime interne citate negli ambienti vicini alla Fondazione, il deficit economico avrebbe ormai superato i 220 milioni di euro.
Una crisi maturata negli anni e aggravata dai costi sempre più elevati della sanità moderna: investimenti tecnologici, gestione del personale, sostenibilità economica e rapporti con il sistema sanitario pubblico.
Casa Sollievo della Sofferenza, nata oltre settant’anni fa come opera caritativa legata al carisma di Padre Pio, oggi rappresenta uno dei principali poli ospedalieri del Sud Italia e gestisce numeri enormi: oltre 35 mila ricoveri l’anno; più di un milione di prestazioni ambulatoriali; circa 30mila interventi chirurgici; oltre 2.500 dipendenti.
La nuova Commissione con pieni poteri
Il provvedimento firmato dal pontefice attribuisce alla nuova Commissione poteri molto ampi.
L’organismo potrà infatti: sostituirsi agli organi statutari; modificare lo statuto della Fondazione; approvare atti di ordinaria e straordinaria amministrazione; intervenire senza ulteriori autorizzazioni.
Un segnale molto forte che mostra come il Vaticano ritenga ormai insufficiente l’attuale modello di governance della struttura.
In ambienti ecclesiastici, strumenti di questo tipo vengono utilizzati soltanto nei casi in cui il rischio di deterioramento finanziario e gestionale venga considerato non più affrontabile con i normali meccanismi amministrativi.
Chi guiderà il piano di salvataggio
A capo della Commissione ci sarà Maximino Caballero Ledo, figura centrale della riforma finanziaria vaticana.
Faranno parte dell’organismo anche: Giordano Piccinotti;
Paolo Rudelli; esperti di finanza e gestione.
La composizione della Commissione conferma che il Vaticano considera il dossier Casa Sollievo una priorità strategica e non semplicemente una questione sanitaria locale.
L’assenza di Parolin e la svolta di Leone XIV
Uno degli elementi più significativi del nuovo assetto riguarda l’assenza del cardinale Pietro Parolin, che negli ultimi anni aveva seguito direttamente la gestione della Fondazione per conto di Papa Francesco.
Proprio Parolin, lo scorso 5 maggio, avrebbe tentato una mediazione finale per evitare l’esplosione della crisi tra proteste sindacali e tensioni interne.
Secondo quanto emerso, nelle ultime settimane i sindacati avrebbero anche depositato decreti ingiuntivi per recuperare somme spettanti ai dipendenti, avviando azioni legali contro la Fondazione.
La scelta di Leone XIV appare quindi come una netta accelerazione rispetto alla linea già avviata negli anni precedenti: più controllo centrale, maggiore supervisione economica e accentramento delle decisioni sulle grandi istituzioni ecclesiastiche.
Una struttura simbolo del cattolicesimo italiano
La crisi di Casa Sollievo della Sofferenza ha un peso che va oltre gli aspetti finanziari.
L’ospedale di San Giovanni Rotondo rappresenta infatti una delle opere simbolo del cattolicesimo italiano del Novecento, profondamente legata alla figura di Padre Pio e al pellegrinaggio religioso nel Gargano.
Proprio per questo il Vaticano guarda con particolare attenzione all’evoluzione della vicenda, consapevole che eventuali difficoltà della struttura avrebbero ripercussioni non soltanto sanitarie ma anche simboliche e pastorali.
I bilanci non pubblici e il nodo trasparenza
Resta ancora difficile comprendere fino in fondo la reale situazione patrimoniale della Fondazione.
Essendo la struttura sotto sovranità vaticana, i bilanci non sono pubblici e la trasparenza economica non è mai stata particolarmente elevata.
Ma il ricorso a una Commissione con poteri straordinari viene interpretato da molti osservatori come il segnale più evidente della gravità della crisi e della necessità di una gestione completamente nuova per evitare ulteriori peggioramenti.