Papa Leone XIV, oggi l’intervento per il nodulo al polmone: ecco chi lo opererà, stop alle udienze fino al 20 ottobre
Il Policlinico Gemelli pronto ad accogliere il pontefice in tarda mattinata per l’operazione. A capo del team il direttore della Chirurgia toracica Stefano Margaritora. In Vaticano c’è aria di ottimismo: «La tempra è forte e i medici sono bravi»
L’appartamento papale al decimo piano è pronto, come anche la sala operatoria. Il Policlinico Gemelli di Roma si prepara ad accogliere Leone XIV in tarda mattinata. Obiettivo è asportare quel nodulo allo stato iniziale e circoscritto, come detto dallo stesso Pontefice domenica all'Angelus, nei tempi più brevi possibili per consentire a Leone un ritorno veloce alla sua quotidianità. Certo, dipenderà dall'esito dell'intervento e dalla successiva biopsia, ma in Vaticano si respira aria di ottimismo. Intanto sono state annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre, facendo fede dunque alla necessità di una settimana di ricovero post-operatorio, come annunciato fin dall'inizio. Resta un punto interrogativo sull'Angelus di domenica 18: "Si vedrà di giorno in giorno" riferiscono fonti vaticane.
Quella che si respira nei palazzi della Santa Sede è comunque un'aria di serenità, la stessa con cui Leone ha annunciato in prima persona l'intervento. "L'ho visto molto bene, di ottimo umore e direi che, se non fosse stato per l'annuncio che lui stesso aveva dato ieri, non dà l'impressione di una persona malata: si alza, si siede, non c'è sintomo né dolore o disagio", ha riferito monsignor Jorge Eduardo Lozano, arcivescovo di San Juan, Argentina, che lo ha incontrato questa mattina. Anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa è rassicurante: "Dall'interno ci hanno tranquillizzato. La tempra è forte e i medici sono bravi. Sembra una cosa molto sotto controllo".
"Sono certo - dice il cardinale Gianfranco Ravasi -, anche dalle notizie che si hanno, che questo intervento non si tratti di un impegno grave".
Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha chiarito che non c'è stato alcun sintomo particolare che abbia portato alla scoperta del nodulo e alla decisione dei sanitari, condivisa dal Papa, di intervenire. "Il nodulo è stato scoperto in un controllo di routine", ha precisato il portavoce vaticano. Il Papa ha regolarmente seguito l'attività che aveva in agenda, incontrando anche i benefattori del Circolo San Pietro, ai quali non ha però fatto nessun accenno al suo problema di salute. oggi lascerà dunque il Palazzo apostolico, insieme ai suoi più stretti collaboratori.
L'intervento chirurgico, secondo quanto si apprende, potrebbe essere effettuato già nel pomeriggio, secondo alcune fonti intorno alle 16. Al più tardi si farà mercoledì mattina, nel caso in cui emergesse la necessità di qualche ulteriore passaggio pre-operatorio. Sia dal Gemelli che dalla sala stampa vaticana c'è il massimo riserbo su quello che accadrà all'interno del Policlinico.
Luigi Carbone, medico e chirurgo dell’urgenza e referente di Francesco, seguirà il percorso terapeutico di Leone. L’équipe che lo opererà sarà guidata dal direttore della Chirurgia toracica Stefano Margaritora insieme all’infermiere Massimiliano Strappetti. Carbone nell’organigramma del Policlinico è medico dirigente dell’unità operativa complessa di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Gemelli-Isola, sull’Isola Tiberina. Margaritora ha eseguito oltre 5.500 interventi tra resezioni polmonari maggiori e minori, videotoracoscopie, pleurectomie, resezioni della parete toracica, interventi alla trachea, tiroidectomie, mediastinoscopie o esofagectomie. Strappetti, 54 anni, è al servizio del Vaticano in qualità di esperto infermiere.
Dagli Stati Uniti arriva l'augurio di Louis Prevost, il fratello maggiore del Papa che vive in Florida e che è alle prese, anche lui, con problemi di salute.
"Sono sicuro che si riprenderà completamente e che continuerà nella sua missione di guidare la Chiesa cattolica", ha detto Louis. Dall'America Latina arriva invece la voce della Chiesa che prosegue i preparativi per la visita che Leone dovrebbe effettuare dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù. "Abbiamo parlato del suo viaggio nei Paesi del Sudamerica e in nessun momento ne ha dubitato", riferisce ancora l'argentino mons. Lozano. "Il programma del suo viaggio apostolico in Uruguay rimane per ora invariato e i preparativi per accoglierlo proseguono", ha annunciato la Chiesa uruguaiana. La maggiore attesa è comunque in Perù dove si susseguono messe e veglie per la salute del Papa: lì tutti aspettano il suo 'ritorno a casa'.