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30/03/2026 ore 12.29
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Pasqua al Santo Sepolcro, tutto risolto dopo lo stop a Pizzaballa: accesso garantito ai rappresentanti delle Chiese

Il Patriarcato latino di Gerusalemme ringrazia il presidente di Israele Herzog «per la sua pronta attenzione» e i capi di Stato: «Salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso»

di Redazione Esteri

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa confermano che le questioni relative alle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua al Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti.

In accordo con la Polizia israeliana, è stato garantito l'accesso ai rappresentanti delle Chiese al fine di celebrare le liturgie e le cerimonie e preservare le antiche tradizioni. «Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Isaac Herzog, presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione». Lo afferma la nota congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.

«Naturalmente, e alla luce dell'attuale situazione di guerra, le restrizioni vigenti sugli assembramenti pubblici – si legge – rimangono in vigore per il momento. Di conseguenza, le Chiese garantiranno la trasmissione in diretta delle liturgie e delle preghiere ai fedeli in Terra Santa e in tutto il mondo». E si aggiunge: «Estendiamo il nostro apprezzamento ai capi di Stato e ai funzionari che hanno agito tempestivamente per comunicare la loro ferma posizione, molti dei quali ci hanno contattato personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno».

«Desideriamo sottolineare - si afferma quindi - che la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da tutte le religioni: ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri. Soprattutto in tempi di difficoltà e conflitto, come quelli che stiamo vivendo, salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso».

«Ci auguriamo - continua - che si continuino a trovare soluzioni adeguate che consentano la preghiera nei luoghi di culto, in particolare nei Luoghi Santi di tutte le religioni, nel rispetto sia delle legittime esigenze di sicurezza sia delle pratiche religiose e delle preghiere di profonda importanza per centinaia di milioni di fedeli. La Chiesa rimane in costante dialogo con le autorità, inclusa la Polizia israeliana. Preghiamo e speriamo nella fine della tragica guerra che affligge la regione, consapevoli delle gravi conseguenze che essa ha su tutti. Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa ribadiscono il loro impegno per il dialogo, il rispetto reciproco e la preservazione dello Status Quo».

L’ambasciatore di Israele: «Oggi alla Farnesina per un dialogo aperto e sincero»

«Mi è stato chiesto di andare alla Farnesina oggi per avere un dialogo aperto e sincero con i miei colleghi del Ministero». Lo ha detto l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled a Sky Tg24. L'ambasciatore è stato convocato alla Farnesina dopo il divieto di ieri al Patriarca Pizzaballa di entrare nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Tornando sull'episodio, Peled ha spiegato: «Abbiamo visto anche delle dichiarazioni del Patriarca dicendo che c'è stato un malinteso, questo mostra che il governo israeliano, tutti noi rispettiamo e comprendiamo l'importanza del Patriarca e della comunità cattolica e cristiana affinché possa celebrare la Pasqua».

«Il Patriarca sapeva delle restrizioni, gli è stato chiesto di non entrare e lui ha deciso di provare ad entrare. Quindi credo sì che ci sia stato un malinteso - ha proseguito Peled -, avremmo dovuto essere più sensibili sia da un lato che dall'altro. Penso che la reazione sia stata forse un po' esagerata ma la cosa importante è che possiamo metterci questa cosa alle spalle, abbiamo trovato un modus vivendi e operandi per le prossime giornate mantenendo le caratteristiche di sicurezza e protezione di tutti quelli che vengono a pregare. Perché - ha aggiunto - Dio non voglia, ma se succedesse qualcosa Israele sarà responsabile. Io vorrei vedere una condanna del mondo all'Iran per aver sparato sulla Città Santa».

«Il primo ministro e lo Stato di Israele riconoscono il significato e l'importanza della fede cristiana e soprattutto di questi giorni», ha detto ancora Peled. «Abbiamo appena finito il Ramadan per i musulmani e questa settimana è anche il Pesach ebraico, quindi tutte le religioni stanno celebrando allo stesso tempo nelle stesse condizioni sotto le stesse restrizioni», ha aggiunto.