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20/05/2026 ore 08.30
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Pentagono riduce le truppe Usa in Europa, da quattro a tre le brigate operative

Washington annuncia il ridimensionamento della presenza militare sul continente e il rinvio temporaneo del dispiegamento in Polonia, chiedendo agli alleati Nato maggiori responsabilità nella difesa europea

di Redazione

Il Pentagono ha annunciato una riduzione della presenza militare statunitense in Europa, portando da quattro a tre il numero delle Brigade Combat Teams (Bct) assegnate al continente, riportando così i livelli al quadro precedente al rafforzamento avviato nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

La decisione, si legge in una nota del Dipartimento della Difesa, è il risultato di un’analisi articolata sul posizionamento delle forze americane in Europa e comporterà un ritardo temporaneo nello schieramento di truppe in Polonia, indicata comunque come “alleato modello” dagli Stati Uniti.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avuto un colloquio con il vicepremier e ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, con Washington che ha assicurato il mantenimento di una presenza militare significativa nel Paese, considerato strategico sul fianco orientale della Nato. Secondo il Pentagono, la revisione punta anche a incentivare gli alleati europei ad assumere un ruolo più incisivo nella difesa convenzionale del continente, in linea con l’approccio “America First” dell’amministrazione Trump. La collocazione definitiva delle tre brigate e delle altre forze statunitensi sarà definita in base alle esigenze strategiche e operative, oltre che al contributo che gli alleati Nato potranno garantire.

Intanto, sul fronte diplomatico legato alla guerra in Ucraina, il Financial Times riferisce che l’Unione europea starebbe valutando la possibilità di nominare un proprio interlocutore per i rapporti con il presidente russo Vladimir Putin. Tra i nomi emersi, secondo il quotidiano economico britannico, figurerebbero l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, mentre i negoziati guidati dagli Stati Uniti restano in una fase di stallo.