Perquisizioni della Gdf nella sede del Garante della Privacy a Roma: peculato e corruzione i reati ipotizzati
Nel mirino della Procura il presidente dell’Autorità Pasquale Stanzone e i membri del Collegio dopo i servizi di Report relativi alle spese e ad alcune procedure di sanzioni risultate opache
Sono in corso perquisizioni da parte della Guardia di Finanza alla sede del Garante della Privacy nell'ambito di una indagine della Procura di Roma che vede indagato il presidente dell'Autorità, Pasquale Stanzione, e gli altri membri dell'autorità.
Peculato e corruzione i reati ipotizzati. Il fascicolo è coordinato dall'aggiunto Giuseppe De Falco.
Gli altri indagati oltre Stanzione sono Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Tutti componenti del Collegio del Garante. Nel corso dell'attività della Gdf sono stati acquisiti cellulari e computer.
L'indagine nasce dopo servizi di Report relativi alla spese e ad alcune procedure di sanzioni risultate opache.
«Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy'» scrive Sigfrido Ranucci sul suo profilo Fb. «In seguito ai servizi di Report, la Procura ha aperto un'indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories», spiega ancora il conduttore di Report.
M5s: «Il Collegio si dimetta»
«Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy, con l'intervento della Guardia di Finanza e un'indagine aperta dalla Procura dopo i servizi di Report, rappresentano l'ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell'istituzione. Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un'inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio. Lo stesso presidente Pasquale Stanzione risulterebbe indagato. In una situazione del genere, restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità. Così si espone l'istituzione al pubblico ludibrio e si nega la minima tutela del suo prestigio. Per questo ribadiamo una richiesta di semplice igiene istituzionale: l'intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell'Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere». Così gli esponenti M5s in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico, Gaetano Amato.