Pil italiano in crescita (+0,7%), Confapi: «Risultato sopra le attese, ma ancora insufficiente»
L’Istat certifica la tenuta dell’economia italiana, trainata dalla domanda interna. Francesco Napoli: «Segnali incoraggianti, ma ancora non basta per rilanciare investimenti, produttività e lavoro»
L’economia italiana chiude il 2025 con una crescita moderata, ma superiore alle attese. Secondo le stime diffuse dall’Istat, il Prodotto interno lordo registra un aumento dello 0,7%, sostenuto da un’accelerazione nel quarto trimestre dell’anno (+0,3% congiunturale). Un dato che conferma la tenuta del ciclo economico, pur restituendo l’immagine di un Paese che cresce ancora a passo contenuto.
La spinta principale è arrivata dalla domanda interna, mentre la domanda estera netta ha continuato a esercitare un effetto frenante sull’attività economica. Nel periodo ottobre-dicembre, il valore aggiunto è aumentato in tutti i principali comparti produttivi: industria e agricoltura mostrano segnali di tenuta, mentre anche i servizi hanno fornito un contributo positivo alla crescita complessiva.
«Il risultato del 2025 è incoraggiante perché si colloca al di sopra delle attese iniziali, nonostante il minor numero di giornate lavorative rispetto al 2024», sottolinea Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi. «Tuttavia, il ritmo di espansione resta ancora insufficiente per innescare una vera accelerazione su investimenti, produttività e occupazione».
Il quadro delineato dall’Istat descrive un’economia «in fase di stabilizzazione, caratterizzata da comportamenti prudenti da parte delle imprese e da consumi che traggono beneficio da un contesto inflazionistico più favorevole, ma senza segnali di forte slancio».
Una fotografia, dunque, che restituisce resilienza ma anche fragilità: l’economia italiana evita la stagnazione, ma resta alla ricerca di un motore capace di imprimere una crescita più robusta e duratura.