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19/08/2026 ore 09.08
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Pioggia di droni tra Russia e Ucraina, raid anche su Zaporizhzhia: un morto e sei feriti

Mosca rivendica l’intercettazione di 27 velivoli nelle regioni di Tula e Nizhny Novgorod. Sullo sfondo, emergono nuove accuse sui trasferimenti di materiali militari russi all’Iran

di Redazione

Nuova notte di attacchi con droni nel conflitto tra Russia e Ucraina. Le forze di Kyiv hanno preso di mira le regioni russe di Tula e Nizhny Novgorod, secondo quanto riferito dal Kyiv Independent sulla base delle informazioni diffuse dal canale di monitoraggio Exilenova Plus su Telegram.

Le segnalazioni hanno riguardato in particolare Novomoskovsk, nella regione di Tula, dove alcuni testimoni hanno riferito di aver udito esplosioni. Altri droni sarebbero stati invece abbattuti nei pressi di un edificio residenziale a Dzerzhinsk, nella regione di Nizhny Novgorod.

A confermare l'attacco nella regione di Tula è stato il governatore Dmitry Milyaev. Secondo quanto riferito dal rappresentante delle autorità locali, i sistemi di difesa aerea russi avrebbero intercettato 27 droni. «Secondo le informazioni preliminari, non sono stati segnalati danni a edifici o infrastrutture», ha dichiarato Milyaev.

Il bilancio fornito dalle autorità russe non segnala dunque, almeno nelle prime ore, danni a strutture civili o infrastrutture nella regione di Tula. Restano invece da chiarire le conseguenze delle esplosioni e degli abbattimenti segnalati nella zona di Nizhny Novgorod.

La notte di attacchi non ha riguardato soltanto il territorio russo. Le forze armate di Mosca hanno lanciato droni contro Zaporizhzhia, in Ucraina, provocando una vittima e sei feriti. A riferirlo è stato Ivan Fedorov, capo dell'amministrazione militare regionale, citato dall'agenzia Unian.

Secondo la ricostruzione delle autorità ucraine, nell'attacco sono stati danneggiati edifici residenziali e non residenziali. Nell'area colpita si sarebbe inoltre sviluppato un incendio, mentre i soccorritori sono intervenuti per gestire le conseguenze del raid.

Il nuovo scambio di attacchi arriva in una fase nella quale la guerra dei droni continua a rappresentare uno degli strumenti principali utilizzati da entrambe le parti. Gli attacchi in profondità sul territorio avversario mirano a infrastrutture, siti industriali e obiettivi strategici, estendendo il conflitto ben oltre la linea del fronte.

Parallelamente, sul piano internazionale emerge un ulteriore elemento legato alla capacità militare di Iran e Russia. Secondo un'inchiesta di Nbc News, che cita un documento di un governo europeo ottenuto dall'emittente e verificato da un funzionario occidentale, Mosca avrebbe trasferito a Teheran componenti per droni, munizioni ed esplosivo Tnt.

I trasferimenti, secondo la stessa ricostruzione, sarebbero avvenuti attraverso il Mar Caspio e sarebbero iniziati almeno nel mese di luglio. Il materiale comprenderebbe componenti destinati alla produzione o all'impiego di droni, munizioni e tritolo.

La presunta fornitura russa si inserirebbe nel tentativo dell'Iran di ricostituire i propri arsenali dopo il conflitto con gli Stati Uniti. Le informazioni diffuse da Nbc News descrivono quindi un possibile sostegno militare destinato a rafforzare nuovamente le capacità iraniane nel settore dei missili e dei droni.

Il quadro che emerge è quello di un conflitto sempre più caratterizzato dalla proiezione a distanza degli attacchi e dall'impiego massiccio di velivoli senza pilota. Mentre Mosca rivendica l'intercettazione di decine di droni diretti verso il proprio territorio, Kyiv continua a denunciare raid russi sulle città ucraine. Sullo sfondo, i possibili trasferimenti di tecnologia e materiali militari tra Russia e Iran aggiungono un ulteriore tassello alla dimensione internazionale della guerra.