Iran, nelle prossime ore riunione per scegliere la guida Suprema. Trump tira dritto: «Abbiamo fatto un favore al mondo»
Teheran si scusa coi Paesi vicini e avverte l’Europa: «Se partecipate all’aggressione diventerete obiettivi sensibili». E sullo Stretto di Hormuz: «Lo controlliamo ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo»
La guerra in Iran entra in una nuova fase di escalation. Nella notte l’esercito israeliano ha lanciato una massiccia ondata di missili su Teheran, colpendo siti militari strategici tra cui l’università delle Guardie rivoluzionarie e infrastrutture legate al programma missilistico. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici e droni contro Israele e contro obiettivi statunitensi e alleati nella regione, mentre esplosioni e allarmi antiaerei sono stati segnalati anche nei Paesi del Golfo.
Sul fronte diplomatico cresce la tensione con l’Europa: Teheran ha avvertito che gli Stati europei che dovessero unirsi alle operazioni militari diventerebbero obiettivi sensibili. Intanto Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno avviato un coordinamento politico e militare sulla crisi.
Sul conflitto si allunga anche l’ombra della Russia: secondo il Washington Post Mosca avrebbe sostenuto la rappresaglia iraniana contro le basi americane, un’ipotesi ridimensionata dalla Casa Bianca, che sostiene che un eventuale coinvolgimento russo «non farebbe la differenza». La crisi si estende intanto anche al Libano, con nuovi scontri tra Hezbollah e Israele lungo il confine.