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24/05/2026 ore 16.03
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Qualità della vita, Firenze la provincia italiana dove i bambini vivono meglio: la classifica del Sole 24 Ore

Trieste prima per quanto riguarda gli anziani. La fotografia che emerge è quella di un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali. I dati della nuova edizione presentati in anteprima al Festival dell'economia di Trento

di Redazione Attualità

Firenze è la provincia italiana dove i bambini vivono meglio, Bolzano conquista il primato nella qualità della vita dei giovani e Trieste guida la classifica dedicata agli anziani. Trento si classifica al secondo posto sia nell'indice generazionale degli anziani che in quello dei giovani, ma al 13esimo posto in quello dei bambini.

Sono questi i primi dati della nuova edizione della Qualità della vita per fasce d'età del Sole 24 Ore, presentata in anteprima al Festival dell'economia di Trento, nel Panel «Giovani, anziani, bambini: l'indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore».

L'indagine, giunta alla sesta edizione, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica della Qualità della vita delle province italiane, che Il Sole 24 Ore pubblicherà a fine anno. La nuova edizione amplia il numero degli indicatori territoriali, che passano da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate.

Tra le principali novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti — farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali — e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di bisogno.

Dai primi dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali. Nella graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).

Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato.

Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell'assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d'Italia, pari a 26.300 euro annui. Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65.

L'indagine fotografa inoltre un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l'età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti.

Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%), mentre peggiorano le competenze scolastiche rilevate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, ancora sotto i livelli pre-pandemia.

Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore presenta anche un sondaggio qualitativo realizzato da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra 18 e 35 anni.

L'indagine restituisce il ritratto di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all'equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero vengono oggi considerati prioritari più dell'occupazione e del reddito.

Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra ciò che viene ritenuto importante e il livello di soddisfazione reale, soprattutto sul fronte economico, lavorativo e della salute mentale.

Il rapporto con l'intelligenza artificiale appare ambivalente: prevale la percezione dei benefici in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti i timori legati alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.