Sezioni
Edizioni locali
13/07/2026 ore 15.22
Italia Mondo

Ranucci, la bomba sarebbe costata 5mila euro. E spunta la foto del factotum di Lavitola con due degli arrestati

La Procura cerca il movente e analizza telefoni e supporti sequestrati a Valter Lavitola. Sullo sfondo restano l’ipotesi di accrescere la popolarità di Ranucci e lo scontro politico sul futuro di Report

di Luca Arnaù

Poco più di 5mila euro. Tanto sarebbe costato reclutare le quattro persone accusate di avere organizzato e materialmente eseguito l’attentato contro Sigfrido Ranucci. Una cifra inferiore ai 10mila euro, ricostruita dai carabinieri attraverso ammissioni, movimenti di denaro e spese compiute dagli arrestati nei giorni successivi all’esplosione.

Il dato rafforza l’idea di un’operazione affidata a manovalanza a basso costo. La Procura di Roma, però, cerca ancora la risposta alla domanda decisiva: chi ordinò davvero la bomba e perché? I pubblici ministeri Carlo Villani ed Edoardo De Santis indicano Valter Lavitola come il presunto regista, ma non hanno ancora chiarito il movente che avrebbe spinto l’ex direttore dell’Avanti! a colpire un uomo con il quale intratteneva un rapporto di amicizia.

Caso Ranucci, tensione nella redazione di Report: «Se avete dubbi su di me sono pronto a fare un passo indietro»

La foto che collega Tavares agli esecutori

Un’immagine pubblicata sui social e recuperata dal Fatto Quotidiano aggiunge un altro tassello. Nella fotografia compare Gomes Clesio Tavares, collaboratore e socio di Lavitola, insieme ad Antonio Passariello e Pellegrino D’Avino, due delle quattro persone arrestate per l’attentato. Gli investigatori considerano Tavares il possibile intermediario tra Lavitola e il gruppo che avrebbe collocato l’ordigno.

Con Passariello e D’Avino sono finiti in carcere anche Saverio Mutone e Marika De Filippis. Secondo gli accertamenti, due degli arrestati avrebbero speso una parte del compenso durante una vacanza in Sicilia. Continua a leggere su LaCapitale